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22 Apr

Pensione a 67 anni: ecco i mestieri che eviteranno l’aumento

La Redazione - 3 novembre 2017
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3 novembre 2017
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Pensione a 67 anni. Ecco i mestieri che eviteranno l’aumento

Sono stati individuati 11 mestieri che sono considerati particolarmente gravosi per coloro che li svolgono e che quindi avranno diritto ad andare in pensione prima.

Si tratta di uno sconto dovuto proprio alla fatica delle ore di lavoro e tra questi avranno uno sconto le maestre d’asilo, gli infermieri, gli addetti alla concia di pelli e pellicce, coloro che si occupano di servizi di pulizia, facchini o chi sposta le merci, i macchinisti dei treni, i camionisti, coloro che guidano gru o altri macchinari che hanno la funzione di perforare, gli operai edili, operatori ecologici e coloro che portano cure a pazienti non autosufficienti. Tutti questi lavoratori non andranno in pensione a 67 anni ma prima, a 63 anni se avranno conseguito almeno 36 anni di contributi. Per coloro che non fanno parte di queste categorie l’età pensionabile si alzerà a 67 anni sia per gli uomini che per le donne. Le categorie sono state individuate con cura lo scorso autunno valutando tutti i pro e i contro di tale scelta e soprattutto di intesa con in sindacati. Infatti il governo ha inserito le misure previdenziali nella legge di bilancio.

Attraverso questa legge si fa una distinzione tra i lavori usuranti, che ogni anno hanno ricevuto uno sconto per tutti coloro che li svolgono, poiché limita la loro aspettativa di vita, e i lavori gravosi. Questi ultimi ricevono già un abbassamento dell’età della pensione poiché il lavoro si svolge in luoghi molto stretti, con turni continui e con catene di montaggio logoranti. Fanno parte di queste categorie i minatori, gli addetti agli altiforni, i palombari e gli autisti dei mezzi pubblici. A loro, già con la legge Fornero erano state applicate delle leggi meno severe e potevano abbandonare la loro attività dai 61 anni e 7 mesi, fino a 64 e 7 mesi, a seconda della categoria di appartenenza. Tale riforma ha causato tensione tra il premier Gentiloni e il PD, che vorrebbe rimandare tali scelte a dopo il voto. Secondo il premier però un rinvio avrebbe delle gravi conseguenze in Europa. Tale decisione è stata anche fortemente voluta dai ministri Padoan, Poletti e Madia che hanno incontrato a Palazzo Chigi i sindacati.

Il 13 novembre ci sarà un ulteriore confronti tra le parti in causa per decidere quali sono gli aggiustamenti da introdurre e come modificare al meglio i meccanismi che conducono alla pensione. Nel tavolo tecnico i sindacalisti punteranno ad allargare tale legge anche alle categorie di governo che non sono state inserite. Verranno graduate le età della pensione poiché non tutti i lavori sono uguali.

[Foto: www.iltempo.it]

 

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