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23 May

Polemica in un ristorante: clienti chiamate “ciccione” sullo scontrino

La Redazione - 11 dicembre 2017
La Redazione
11 dicembre 2017
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Clienti chiamate ciccione sullo scontrino

Può capitare di organizzarsi con degli amici, scovare un caratteristico ristorante giapponese per trascorrere qualche ora di relax e, al momento del conto, ricevere uno scontrino un po’ particolare. Insolito non tanto per il prezzo, come talvolta capita, gonfiato ad hoc dai ristoratori, ma per la trascrizione su di esso: “Tavolo 86 – Ciccione”: ecco quello che hanno dovuto leggere i quattro clienti del Jinja Parioli, noto locale della Capitale specializzato in piatti orientali.

A diffondere la notizia sul web è stata una delle protagoniste di questa curiosa vicenda, Elisa Barbolini, una ragazza di Sassuolo che, sabato scorso, insieme ai suoi amici, aveva deciso di assaporare l’arte culinaria del Sol Levante. Ma invece di parlare di cibo, la giovane ha pubblicato la foto dello scontrino “incriminato” sul suo profilo Facebook, scatenando una notevole polemica mediatica.

Elisa ha rivelato di essersi poi rivolta alla cassa chiedendo spiegazioni, ma di aver ricevuto, in un primo momento, soltanto delle risposte formali, e che il “ciccione” era riferito al cameriere e non ai clienti. Una spiegazione che non ha soddisfatto la ragazza e che, invece, l’ha spinta a scrivere una recensione del ristorante, di certo non lusinghiera, sul sito TripAdvisor.

Naturalmente sono piovute un mare di critiche sul Jinja Parioli da parte di chi ha commentato l’accaduto sul web. La storia di Elisa, però, è davvero paradossale in quanto, i proprietari del locale, non le hanno ancora chiesto scusa, ma si sono soltanto limitati a cambiarle lo scontrino. Per fortuna la giovane aveva già salvato la foto della fattura sul suo smartphone.

Quanto avvenuto al Jinja Parioli, però, non è un caso da sottovalutare, ma si può parlare esplicitamente di discriminazione verso le persone grasse. Perché di questo si tratta, nonostante i proprietari del ristorante neghino con forza tali accuse. Un fatto increscioso, certo, e che meriterebbe una maggiore attenzione da parte dei media, televisione in primis.

Rimane l’amarezza dell’amico di Elisa che, il giorno dopo, ha telefonato al locale, ma si è sentito ripetere ancora una volta le solite scuse formali, e che il “ciccione” era riferito al cameriere che aveva servito il loro tavolo. Una spiegazione davvero incoerente e lacunosa e che, sotto certi aspetti, suscita il seguente interrogativo: ma dov’è finita la proverbiale educazione giapponese, famosa in tutto il mondo?

Anche Il Giornale ha dedicato ai fatti un dettagliato articolo pubblicato sul suo portale, ma la questione resta ancora aperta. Elisa ha promesso di tenere aggiornati tutti i suoi amici sulla sua pagina Facebook, ma, a poche settimane dal Natale, questa storia potrebbe sortire una pubblicità davvero negativa per il Jinja Parioli.

[Foto: www.nanopress.it]

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