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20 Apr

Catalogna, Carles Puigdemont annuncia l’indipendenza, ma lascia spazio alle trattative

La Redazione - 11 ottobre 2017
La Redazione
11 ottobre 2017
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Carles Puigdemont annuncia l'indipendenza, ma lascia spazio alle trattative

In Catalogna la situazione è chiara: il paese è diviso tra gli indipendentisti che ambiscono alla secessione, e il governo centrale di Madrid che, insieme a una grossa fetta di cittadini, ieri ha sfilato per le strade di Barcellona, invocando all’unità. In clima teso come questo, e non solo a livello politico, in Parlamento Carles Puigdemont ha dichiarato l’indipendenza.

Una presa di posizione chiara che il leader catalano ha voluto esprimere non solo agli spagnoli, ma anche a quei paesi della comunità europea che stanno seguendo la questione con preoccupante interesse. Ma, nonostante le sue dichiarazioni di indipendenza, da Madrid il segnale è chiaro: al momento non è prevista nessuna scissione.

La dichiarazione di indipendenza è stata dunque pronunciata solo a livello formale, ma è stata “congelata” in attesa di nuovi sviluppi e decisioni. Perché Puigdemont si ritiene aperto e favorevole al dialogo con il governo di Madrid, che intanto ha convocato una riunione di emergenza prevista per oggi.

Per il quotidiano “El Pais” le parole di Puigdemont rappresentano una vera e propria dichiarazione di intenti e non un invito alla discussione. Questo pomeriggio, in tal proposito, interverrà il Presidente Mariano Rajoy, che già era stato categorico affermando nei giorni scorsi che l’indipendenza della Catalogna è anticostituzionale.

Ma adesso cosa succederà a poche ore dall’intervento di Puigdemont? Da Madrid, intanto, fanno sapere che utilizzeranno i codici e le leggi previste per evitare la scissione. In particolare l’articolo 155 della loro Costituzione che vieta, di fatto, ogni tipo di scissione.

Il CUP (Candidatur d’Unitat Popular), partito politico della sinistra spagnola, ha fatto sapere attraverso le pagine di “El Pais” che la Catalogna deve aprire ai negoziati e proporre delle valide alternative politiche. Sembra che il CUP auspichi a di bloccare il fenomeno indipendentista proprio per evitare che la Spagna entri in una lunga fase di stallo sociale.

In merito si è espressa in queste ore anche Soraya Saenz de Santamaria, attuale vicepresidentessa spagnola, che ha parlato dello scorso referendum del 20 settembre definendolo anticostituzionale. Il braccio destro di Rajoy ha inoltre invitato al dialogo tra tutte le parti sperando che i leader della Catalogna indipendentista siano disposti alle trattative.

Per il governo centrale bisogna rispettare la legge e, quanto compiuto in questi giorni da Puigdemont, è un tentativo di applicare i codici a proprio favore. Una cosa inammissibile in democrazia. Insomma, la situazione politica in Spagna prevede nuovi sviluppi, ma una cosa sembra certa: difficilmente la Catalogna rinuncerà al proprio sogno di indipendenza.

[Foto: www.leggo.it]

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