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16 Jan

Tutte le regioni europee esposte agli effetti della Brexit

La Redazione - 12 gennaio 2018
La Redazione
12 gennaio 2018
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Gli effetti della Brexit

In questi giorni si è tornato a parlare della Brexit, con Londra che si ritiene pronta a fare causa a Bruxelles se non saranno rispettati i patti e se il Regno Unito dovrà uscire dalla Comunità Europea in modo disordinato. Ma gli effetti della Brexit potrebbero farsi sentire presto, e dal punto di vista economico, anche sulle altre regioni europee.

Una macro area che va dalla Germania all’Olanda, passando per Irlanda, Belgio e parte della Francia: sono queste le nazioni europee esposte agli effetti della Brexit. Tutto ciò è stato appurato durante un’assemblea che il Comitato delle Regioni ha indetto. Le preoccupazioni di molti esponenti della politica riguardano non solo le trattative di tipo amministrativo con la Gran Bretagna, ma campi specifici che vanno dalla pesca all’agricoltura, dal turismo al commercio.

L’impatto che Brexit avrà su queste regioni sarà notevole se non si inizierà a pensare a una politica votata alla trattativa e non all’ostracismo. La Gran Bretagna non intende tornare indietro e rispetterà la sua scelta di uscire dall’Unione, però le questioni economiche, i rapporti con gli altri Stati, dovranno restare buoni nell’interesse di tutti.

Ed è stato chiaro in questo senso il ministro per la Brexit David Davis, che, in una lettera resa nota dal Finacial Times, minaccia di querelare Bruxelles qualora non ci sia un’intesa reciproca. Uscire dalla Comunità Europea non deve diventare un boomerang per le numerose aziende straniere presenti sul territorio inglese, sia in termini economici che amministrativi: è questo il messaggio di Davis.

Ma gli effetti della Brexit si faranno sentire anche nel nostro Paese: in Basilicata, infatti, molti degli stabilimenti Fiat che esportano automobili nel Regno Unito rischiano di subire sanzioni di diverso tipo che colpirebbero il loro fatturato. La situazione resta incerta anche a Monaco di Baviera, con le sue trentamila aziende sparse in Gran Bretagna che dovranno rivedere i loro accordi economici con Londra.

Il problema Brexit rimane e gli osservatori restano scettici sull’impatto che essa avrà sulla politica economica di tutta l’Europa. Il problema principale non è tanto la voglia di indipendenza della Gran Bretagna, sancita tra l’altro da un regolare referendum, ma i rapporti di partenariato tra le varie nazioni.

Infine, Margaritis Schinas, portavoce della Commissione Europea, fa sapere al Ministro Davids che Bruxelles intende rispettare gli accordi che il governo britannico aveva contemplato in precedenza. Verso la fine di gennaio ci sarà un nuovo tavolo per le trattative e sarà quello il momento che i responsabili della Brexit dovranno spiegare quali sono le loro reali intenzioni.

[Foto: www.ilsole24ore.com]

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