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16 Jan

Di Maio sul rifiuto a confrontarsi con Renzi: ‘Non potevo legittimarlo io’

Gianfranco Mingione - 13 novembre 2017
Gianfranco Mingione
13 novembre 2017
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Luigi di Maio non vede Matteo Renzi come suo competitor. Il vicepresidente della Camera, nel corso dell’intervista al programma Che tempo che fa, ha motivato così il suo rifiuto a confrontarsi in tv con il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi: “Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato la prospettiva. Volevo avviare la campagna elettorale con il candidato di centrosinistra. Ma non credevo andasse così male. E che il Partito Democratico e tutta l’ala di sinistra non lo riconoscesse più come leader. Non potevo legittimarlo io”.

Di Maio non vede candidati a sinistra ma solo litigi. Il vicepresidente della Camera, vincitore delle primarie del Movimento Cinque Stelle, parla anche delle lacerazioni tra l’ala moderata del Pd e la sinistra fuoriuscita dal Partito: “Chi sarà il candidato? Non scommetterei su nessuno. La sinistra ha sempre dimostrato di litigare per le poltrone così tanto da suicidarsi politicamente da sola”.

La legge elettorale favorisce un governo di grossa coalizione. L’intervista si è poi spostata sul tema della legge elettorale che, per Di Maio, “favorisce l’alleanza tra Forza Italia e Pd. Vogliono cercare di arginare noi. Hanno fatto il voto-trabocchetto. Ma i numeri per fare l’accordo non li avranno. Noi, anche dopo il risultato in Sicilia, possiamo arrivare al 40% e rompere il loro giochetto”. Chi sceglierà il movimento alle politiche del 2018 “saprà già chi sarà il presidente del Consiglio, il Consiglio di ministri, quale il programma e il progetto per l’Italia”.

Un governo a Cinque Stelle con ministri competenti. E sui nomi di un’eventuale squadra di governo, afferma: “I nomi li conoscerete nei prossimi mesi ma il profilo è importante. Un ministro lo immagino come una persona competente nella materia di cui si occupa ma deve avere anche sensibilità politica. Abbiamo avuto i tecnici che non avevano sensibilità e poi abbiamo avuto la spartizione politica”. Di Maio si sente pronto per guidare il Paese e rassicura sui suoi giovani 31 anni perché, a suo dire, è giunta l’ora di una nuova generazione al comando pronta a riprendersi uno spazio pubblico con “un programma legato alla difesa dei più deboli, contro la corruzione e che lotta per eliminare i privilegi”.

(Foto: Televisione.it)

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