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17 Jan

Elezioni regionali in Sicilia, gli ultimi approfondimenti

La Redazione - 6 novembre 2017
La Redazione
6 novembre 2017
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Elezioni regionali in Sicilia, gli ultimi approfondimenti

Domenica 5 novembre si sono svolte le elezioni regionali in Sicilia, un appuntamento politico davvero molto atteso in vista delle votazioni nazionali che ci saranno il prossimo anno. A contrapporsi ci sono stati diversi schieramenti: da un lato Forza Italia e il centrodestra, rappresentato da Nello Musumeci, Fabrizio Micari per il Partito Democratico, e Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinque Stelle.

Dai primi dati diffusi stamattina dal Viminale il vantaggio del candidato di centrodestra è palese: con il 35% Musumeci distacca, seppur di poco, Cancelleri, che nelle proiezioni era giunto al 34%. Un punteggio di poco quello che separa i due candidati, mentre Micari con il suo 20% ha registrato un netto calo di consensi per quanto riguarda l’elettorato PD.

Analizzando le prime proiezioni giunte in merito alle elezioni per il Presidente della regione Sicilia è chiaro che la lotta è tra il Movimento Cinque Stelle e il centrodestra. Sorprende il plebiscito inaspettato di voti che Musumeci ha ottenuto in queste ore, mentre una battuta d’arresto i grillini, rispetto alle previsioni, l’hanno registrata.

Fa riflettere, invece, calo di consensi del PD, che molti analisti addebitano a Pietro Grasso e alla sua mancata candidatura, e che ha portato a un vero e proprio disastro per il centrosinistra. Il Presidente del Senato ha replicato a questa critica ritenendola infondata e soprattutto patetica.

Davide Faraone, sottosegretario al Ministero della Salute, uno dei membri di spicco del PD, in un suo intervento mediatico parla senza mezzi termini di una pesante sconfitta per la sua ala politica. Ai microfoni di TgCom24 rivela che alla sinistra è mancata la coesione tra più partiti, un’unità che avrebbe garantito loro risultati migliori.

Intanto, sono state appena scrutinate 1051 sezioni su 5300 e il vantaggio di Musumeci è aumentato. Ma il dato più preoccupante è l’astensionismo che, nella regione Sicilia, ha registrato un ulteriore calo, con una minore affluenza alle urne rispetto al 2012. Questo dimostra la totale disaffezione dell’elettorato nei confronti di una politica che, negli ultimi anni, non è riuscita a convincere i cittadini.

Dai primi exit pool emerge una regione spaccata in due: da un lato il Movimento e dall’altro Forza Italia appoggiata da Lega e UDC. Ma è la caduta di consensi del Partito Democratico un argomento su cui dibattere, anche perché Luigi Di Maio, nelle ultime ore, ha cancellato il suo confronto televisivo con Matteo Renzi. Per il leader grillino, l’ex Presidente del Consiglio non rappresenterebbe un competitor ideale. Una cosa, ormai, è certa: i pentastellati dovranno guardarsi dal prepotente ritorno di Forza Italia e di Berlusconi che, seppur dietro le quinte, è forse il loro vero avversario politico.

[Foto: urbanpost.it]

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