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Usa, modificato il Dna su un paziente per la prima volta

La Redazione - 15 novembre 2017
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15 novembre 2017
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Usa. Modificato il Dna su un paziente per la prima volta

Grande successo per la scienza e soprattutto per la medicina grazie ad un equipe di medici in California, ad Oakland. L’esperimento ben riuscito è stato realizzato su Brian Madeux, di 44 anni proveniente da Phoenix, una città dell’Arizona, affetto da una rarissima malattia metabolica. Il suo DNA è stato modificato, ma si dovrà attendere almeno 3 mesi per verificare se il trattamento ha avuto l’esito sperato.

Si tratta di un esperimento che non ha precedenti e che potrebbe avere grandi ripercussioni a carattere mondiale. Infatti modificare il DNA genetico potrebbe comportare la guarigione da molte malattie. Tale tecnica potrà infatti essere testata anche per altre patologie, tra cui l’emofilia. L’intervento è stato realizzato lunedì grazie all’equipe di medici altamente specializzati, guidati dal dottor Paul Harmatz, che cura il paziente Brian Madeux già da diversi anni. A quest’ultimo è stato spiegato che si trattava di una tecnica mai provata prima e che quindi avrebbe potuto avere delle gravi conseguenze. Tuttavia l’uomo si è addossato il rischio dell’operazione poiché nel caso di successo potrebbe essere di aiuto sia a coloro che soffrono della sua stessa patologia, sia a coloro che invece hanno una malattia differente.

La tecnica utilizzata dal dottor Paul Harmatz è del tutto nuova e si differenzia da quella più conosciuta nel mondo detta Crispr, una sorta di taglia e incolla che si effettua sul DNA. Si tratta di una tecnica introdotta di recente ma che potrebbe essere sostituita da quella che è stata sperimentata su Brian Madeux. La sua operazione è stata chiamata nucleasi delle dita di zinco, cioè si tratta di forbici molecolari che sono in grado di tagliare un pezzo del DNA accuratamente selezionato prima. Lo studio del patrimonio genetico deve rivelare precedentemente quali parti contengono le informazioni tramite cui il virus si trasmette. Miliari di queste copie errate iniziano a circolare fino ad arrivare al fegato. Intervenendo su queste cellule è possibile costruire delle dita di zinco che contengono il gene per correggere il DNA e portare alla guarigione. Viene prodotto in questo modo l’enzima che manca al paziente. Per ottenere il successo è necessario che venga corretto solo l’1% delle cellule del fegato.

Nel caso di vittoria da parte dell’equipe medico potranno essere curate in questo modo tutte le malattie metaboliche. Non bisogna cantare vittoria troppo presto e attendere che passino tre mesi.

[Foto: gdsit.cdn-immedia.net]

 

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