
Ad un anno di distanza dal famoso servizio delle Iene che fece conoscere all'Italia intera la sperimentazione del Dottor Paolo Zamboni nell'ambito della sclerosi multipla e del suo rapporto con la CCSVI arrivano i primi risultati dello studio italiano Cosmo finanziato dalla Fondazione italiana per la ricerca sulla sclerosi multipla per fare chiarezza e capire se davvero esiste una correlazione tra le due patologie.
Pare proprio, almeno dai primi risultati visto che lo studio è ancora in corso, che sclerosi e CCSVI non siano correlati e che la CCSVI non possa essere considerata una causa/concausa della sclerosi multipla.
Lo studio sta prendendo in esame 1200 malati di sclerosi multipla, 400 malati di altre patologie neurologiche e 400 pazienti sani e finora tra i 700 pazienti esaminati, tra malati e non di sclerosi e anche tra pazienti sani, solo in meno del 10% dei casi è stata rilevata la presenza di CCSVI.
Va detto che lo studio è ancora in corso e sarà concluso entro fine anno in modo tale da poter comunicare tutti i risultati entro i primi mesi del 2012 ed eventualmente mettere fine alla speculazione sulla questione che si sta scatenando soprattutto per quel che riguarda l'operazione di svuotamento delle vene ostruite.
L'Associazione nazionale Ccsvi nella sclerosi multipla onlus invita comunque a non togliere le speranze ai malati e anzi chiede che il Sistema Sanitario Nazionale offra la possibilità ai malati di sclerosi di trattare gratuitamente la CCSVI in attesa della fine dello studio.
Categorie correlate
Benessere, Salute, Sclerosi MultiplaArticoli correlati






L'articolo non riporta una carenza fondamentale dello studio COSMO: non è stato eseguito secondo il protocollo messo a punto dal dr Zamboni che prevede l'impiego di macchine e tecniche precise. Solo in questo modo è possibile individuare la presenza di vene chiuse! Il dr Zamboni si è dimesso dal Comitato Scientifico dello studio perchè non è stato adottato il suo protocollo né è impiegato personale formato ad hoc. E' evidente che lo studio non conferma nulla. In ogni caso, ai malati non interessa sapere se è nato prima l'uovo o gallina (è la SM che causa la CCSVI o viceversa?) ma interessa il fatto che con l'intervento - se fatto secondo protocollo - si può stare meglio.
Inoltre, con l'intervento è possibile NON usare farmaci che alla collettività costano milioni di euro all'anno, bensì usare medicinali a minor impatto economico e soprattutto meno devastanti per il fisico del paziente, costretto ad assumere altri medicinali (sempre a carico del SSN) per diminuire gli effetti collaterali dei primo. Qui gli interessi sono COSMici
SCLEROSI MULTIPLA: ZAMBONI, TRIAL AISM SU CCSVI NON CORRETTO
ROMA – Il protocollo stabilito dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) per verificare la teoria del medico ferrarese Paolo Zamboni sull’origine della malattia e su una sua possibile cura ”rischia di non riuscire a dimostrare nulla” a causa di alcuni difetti di procedura. Lo ha affermato lo stesso Zamboni, che si e’ dimesso dal comitato scientifico della sperimentazione, a margine di una audizione alla commissione d’inchiesta del Senato sul Sistema Sanitario Nazionale presieduta da Ignazio Marino.
”Avevo chiesto di aspettare qualche mese per formare gli operatori che devono fare gli esami – ha affermato Zamboni – e mi e’ stato detto di no. Ho suggerito allora di ridurre il campione, in modo da farlo esaminare solo da tecnici gia’ formati, ma anche questa richiesta e’ stata rifiutata. In queste condizioni la sperimentazione rischia di non dimostrare nulla, perche’ un tecnico non formato non e’ in grado di trovare la malformazione dei vasi sanguigni che secondo noi e’ alla base della Sclerosi”.
Il medico ferrarese e’ stato sostituito da Erwin Stolz, della Clinica Neurologica dell’Universita’ di Giessen in Germania: ”Si tratta di un esperto di ecodoppler del cranio – afferma Zamboni – mentre per dimostrare il mio metodo gli esami vanno fatti al collo e al torace. Lo scetticismo c’e’ in tutte le associazioni sulla Sclerosi multipla del mondo, che hanno fondi soprattutto dalle case farmaceutiche”. (ansa).
Non è possibile..un casino pazzesco che non fa che creare malumori soprattutto nei malati. I soliti a rimetterci come sempre!!!!!!!! Acclarare la possibile cura creerà situazioni fantastiche :-) o forse....NON per tutti?!?!?!?!?!?!?!?!
Lo studio Cosmo non può essere attendibile in quanto gli strumenti usati per eseguire gli ecodoppler non sono adeguati e soprattutto trattandosi di un esame operatore-dipendente se l'operatore non è stato formato correttamente come fa a fare una diagnosi veritiera? Voglio ricordare a tutti che il prof. Zamboni si è prontamente dissociato da questo studio poichè condotto senza seguire il suo protocollo e da personale non adeguatamente preparato! Ma come ci si può fidare di uno studio pilotato da chi cin questa scoperta ci potrebbe perdere tutti gli interessi?I malati di SM sono galline dalle uova d'oro..........
Sì, R, forse non per tutti sono possibili/predittibili ora futuri fantastici ed esenti da SM. Bisogna studiare seriamente, ma il casino non è creato da chi ha fatto le nuove scoperte ma da coloro che a queste scoperte si è sempre dimostrato contro: quindi c'è da chiedersi perchè... Forse perchè dietro ci sono interessi economici che vanno a scapito proprio dei pazienti??? Sì, questa è la risposta che fornisco io insieme a molti altri che non sono visionari, ma che pretendono che la Medicina ponga nuovamente il paziente al centro del proprio interesse, sostituendo il denaro, vero motore odierno delle "opinioni scientifiche". Pretendiamo che il ricercatore sia libero: potrebbe fornirci dati mortificanti per alcuni, potrebbe dirci che le pratiche sono utili solo per 10% dei pazienti, ma sarebbero comunque 6.000 persone in Italia libere da incubi. Non ne vale la pena?
Grazie a tutti dei commenti e delle delucidazioni. Speriamo che si esca dal pantano e si faccia chiarezza dal momento che si gioca con la salute delle persone e non si dovrebbe scherzare. E' che il condizionale in questi casi, purtroppo, è sempre obbligatorio.
Chi è che gioca con la salute dei malati, chi alimenta speranze in assenza ancora di risposte definitive o chi invita alla prudenza? Detto questo se si parla delle dimissioni di Zamboni sarbebe bene anche dare tutte le informazioni, come ad esempio ricordare che lui ha lasciato lo studio dopo aver definito il protocollo dello studio Cosmo insieme ad altri esperti coinvolti, e non prima.
Invia nuovo commento