300, in sala con polemica

Arriva nelle sale italiane 300, la pellicola ispirata al romanzo grafico di Frank Miller e diretta dal regista Zack Snyder che racconta l’antica battaglia delle Termopili nella quale il re Leonida (Gerard Butler) e 300 Spartiati affrontarono la morte pur di ritardare l’avanzata di Serse (Rodrigo Santoro) e del suo sterminato esercito persiano.

300 porta sullo schermo il romanzo grafico combinando azione dal vivo con sfondi virtuali che colgono la sua caratteristica visione di questo antico avvenimento storico; lo stile fedele al fumetto è l'elemento che maggiormente salta all'occhio dell'intera pellicola ed è l'elemento chiave per comprendere come non si sia di fronte ad un film storico bensì appunto alla trasposizione cinematografica di una novella grafica.

Ma nonostante ciò, 300 arriva in sala tra le polemiche; da un lato si contesta la scarsa fedeltà storica ma senza, appunto, tener conto che solo della trasposizione di un fumetto si tratta, e da un altro lato qualcuno fa notare che il film pecca di razzismo nei confronti dei mediorientali. Infatti si sostiene che la rappresentazione dei persiani, gli attuali popoli mediorientali e del Golfo Persico, come soggetti immorali infidi altro non è se non il modo per rappresentare i popoli mediorientali come barbari facendo così propaganda.

A parte la trama e le polemiche, giuste o sbagliate, è lo stile della pellicola che colpisce con l'intensificazione estrema dei neri e un utilizzo sapiente e articolato dei colori saturi: "non volevo girare qualcosa che sembrasse una fotografia", ha spiegato il regista, "ma far entrare il pubblico nel mondo creato dalla graphic novel di Frank. Non è un dramma storico, non è una storia lineare: volevamo creare un'esperienza unica".

E così se il New York Times ha definito 300 "violento e a tratti stupido come Apocalypto" e il settimanale Der Spiegel lo ha definito "estremamente violento con brutali scene di combattimento coreografate come un balletto. Un miscuglio tra perfida nausea ed elegante bellezza", si attende adesso la reazione del pubblico italiano che dal 23 marzo si troverà faccia a faccia con questa pellicola politically scorrect.


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Cinema, Frank Miller

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