
Con il patrocinio di Amnesty International, arriva nelle sale italiane Bordertown, il nuovo film con Jennifer Lopez e Antonio Banderas dedicato alle donne scomparse e uccise di Juárez.
Dal 1993, più di 400 donne sono state assassinate a Ciudad Juárez e in altre città dello Stato messicano di Chihuahua mentre altre 70 risultano scomparse; le indagini locali sono risultate inadeguate, tra depistaggi, colpevoli ritardi e falsificazione delle prove.
BorderTown racconta la storia di Eva (Maya Zapata), una giovane donna originaria del Messico Centrale che mentre sta rientrando a casa viene violentata e strangolata; ridotta allo stremo e coperta di sangue, la giovane riesce ad emergere dalla tomba che i due uomini le hanno scavato credendola morta e si mette in marcia attraverso il deserto. Tornata a casa, Eva e sua madre decidono di rivolgersi ad Alfonso Diaz (Antonio Banderas), direttore del quotidiano locale El Sol De Juarez Newspaper.
Lauren Adrian (Jennifer Lopez), una giornalista inviata dal Chicago Sentinel, che si trova a Juarez proprio per seguire da vicino la vicenda degli omicidi decide di seguire la storia di Eva infiltrandosi in una delle fabbriche e scopre l'identità di uno degli aggressori, il figlio di un noto imprenditore locale.
Bordertown è un film-denuncia indipendente che, adottando i canoni del thriller, racconta le torture che ancora passano inosservate in quella terra dimenticata da tutti.
Ciò che non passa inosservata è la trama che a tratti risulta essere forzata e mettere in evidenza più l'eroismo frontato di Jennifer Lopez che non la valenza del tema trattato.
Probabilmente con un altro approccio Bordertown avrebbe potuto davvero fornire qualche spunto interessante.
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