
E’ calato il sipario sul Festival del cinema di Cannes, che ieri sera ha assegnato i suoi premi.
A vincere la Palma d’Oro come miglior film in concorso è stato "L' Enfant" dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardennes, già vincitori nel 1999 con "Rosetta"; i due registi hanno dedicato il premio alla giornalista del quotidiano Libération Florence Aubenas e al suo autista Hussein Hanoun, di cui non si hanno più notizie dal 5 gennaio sccorso, giorno del loro rapimento in Iraq.
"L’Enfant" racconta la storia della crescita di una coppia di giovani un po' sbandati che diventano genitori con lui che arriva a vendere per soldi il neonato, con l’innocente leggerezza che caratterizza tutto il film, violento nella sua drammaticità.
Battuti dunque i favoriti alla Palma d’Oro, David Cronenberg e Lars Von Trier, mentre sono state confermate le previsioni riguardanti il film di Marco Tullio Giordana, “Quando sei nato non puoi più nasconderti” che, accolto in maniera negativa dalla stampa, è riuscita a strappare un lungo applauso dagli spettatori.
Michael Haneke è stato premiato come miglior regista per "Caché", mentre miglior attore protagonista è stato dichiarato Tommy Lee Jones per "The three burials of Melquiades Estrada"; per le donne, premiata l'israeliana Hanna Laslo per l’interpretazione in "Free zone" di Amos Gitai. Gran Prix a "Broken flowers" di Jim Jarmusch. Migliore sceneggiatura per Guillermo Arriaga e il suo western umoristico “The three burials of Melquiades”
Esclusi del tutto dalla giuria presieduta da Emir Kusturica, film che la critica aveva in qualche modo apprezzato: Battaglia nel cielo di Carlo Reygadas, Manderlay di Lars Von Trier, A History of violence di David Cronenberg, Last Days di Gus Van Sant, Don't come knocking di Wim Wenders, Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller, Where the truth lies di Atom Egoyan.
Come nella migliore delle tradizioni, la cerimonia di chiusura del 58esimo Festival del cinema di Cannes è durata poco (circa 30 minuti) ed è stata molto formale ed elegante; alla Montee des Marches sono stati protagonisti, oltre ai registi e gli attori dei film premiati, anche Morgan Freeman e Hilary Swank che hanno consegnato la Palma d'Oro, Fanny Ardant che ha consegnato il Gran Prix a Jarmusch, Ralph Fiennes e Penelope Cruz testimonial invece dei premi agli attori.
La “strana” vittoria dei film dei fratelli Dardennes è stata frutto di un’intesa raggiunta a tavolino dalla giuria riunita che, con presidente un’esteta della macchina da presa come Emir Kusturica, ha votato democraticamente per assegnare la vittoria a L’Enfant, film semplice e poetico lontano anni luce proprio dalla visione che del cinema ha Kusturica.
C’è comunque da dire che questa edizione del festival di Cannes non ha entusiasmato e il verdetto, seppur inatteso, non ha soddisfatto chi aveva visto nella premiazione di Michael Moore, lo scorso anno, la voglia di uscire dallo stereotipo e di ritornare al bel cinema: quello che non si accontenta di ripiegarsi in se stesso ma chiede un confronto diretto con il mondo esterno.
Arriderci dunque all’anno prossimo, nella speranza di qualche emozione in più che faccia dimenticare le grida estatiche durante la proiezione dell'ultimo capitolo di Star Wars per tornare invece ad un cinema meno avventuroso e futuristico...
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