Colpo d'occhio per Scamarcio, Rubini e la Puccini

Scritto il alle 06:26 dalla redazione di DGMag

Cattleya e Rai Cinema presentano il nuovo film di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini: Colpo d'occhio, nelle sale dal 20 marzo distribuito dalla 01.

Adrian (Riccardo Scamarcio) è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte; fin dalla sua prima esposizione nella Capitale, all'interno di una collettiva di esordienti, la sua personalità balza agli occhi di Gloria (Vittoria Puccini), una giovane studiosa d'arte alla ricerca del “suo” artista.

Tra i due nasce subito un'intesa e ben presto Gloria diventa per Adrian compagna, fonte ispiratrice delle sue opere nonché agente.

Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli (Sergio Rubini), intellettuale di fama internazionale. L'uomo conosce molto bene Gloria, essendone stato prima il tutore e poi l'amante fino all'arrivo di Adrian e questi trascorsi preoccupano la ragazza che guarda con sospetto all'interessamento del famoso critico per il suo compagno.

Adrian invece, proprio grazie all'influenza di Lulli, assapora da subito il gusto del successo e decide così di affidarsi al totale controllo del critico, dando vita a un sodalizio che porta all'inevitabile rottura con Gloria.

Ma un'ombra minaccia l'ascesa del giovane: in occasione della presentazione della mostra che lo consacrerà definitivamente come artista di prim'ordine, Gloria scopre che l'opera da lui presentata nasconde un segreto...

Dimenticatevi le storie adolescenziali cui ha abituato Scamarcio perchè Colpo d'occhio è davvero altro, è davvero una storia per adulti.

"L'idea del film", ha raccontato Sergio Rubini durante la conferenza stampa di presentazione, "è nata così: sapevo che Riccardo, pugliese come me, aveva una certa simpatia e stima nei miei confronti, ma non avevo ancora trovato un ruolo adatto a lui. Così una volta l'ho invitato a casa mia. E mentre lo aspettavo, mi sono chiesto: cosa succederebbe se questo ragazzo che viene da me pensando di trovare un amico, un punto di riferimento, trovasse invece un nemico, qualcuno disposto perfino a ucciderlo, che invidia il suo talento e la sua giovinezza? E cosa succerebbe, dall'altro lato, se in questo ragazzetto ci fosse la volontà di portarmi via tutto, pur di raggiungere i suoi scopi? Da questo doppio pensiero negativo, è nato Colpo d'occhio".

Il regista ha spiegato anche che Colpo d'occhio "ruota intorno all'idea del successo: non quello ignorante della tv, ma il riconoscimento di quello che vali. Ma la vicenda ruota anche intorno all'ambiguità dei personaggi: in fondo, Adrian e Lulli rappresentano ciascuno la zona d'ombra dell'altro. Uno incarna l'istintività, la leggerezza dell'artista; l'altro la razionalità dell'intellettuale".

Una pellicola ambiziosa in cui Scamarcio sembra però faticare un po' nonostante Sergio Rubini e Vittoria Puccini che da soli emergono e all'interno di una sceneggiatura che in qualche modo appare mozzata, mai conclusa e soprattutto, spesso, irreale al punto di stancare.

E anche l'inevitabile paragone con Kubrick, dovuto al fatto che Colpo d'occhio si traduce in inglese come Eyes wide shut e la copertina richiama quella di Arancia Meccanica, si perde tra le maglie di una trama davvero troppo esagerata per essere reale e davvero troppo pomposa per essere del tutto digeribile.





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Cinema, Riccardo Scamarcio

A me la trama non è sembrata pomposa, questione di punti di vista ;)

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