Cruise e Redford in Leoni per agnelli

Tom Cruise e Robert Redford hanno presentato, fuori concorso alla Festa del cinema di Roma, il loro Leoni per agnelli (Lions for Lambs) che parla di guerra in Afghanistan ma anche impegno e responsabilità individuale come strumento per cambiare il corso delle cose.

Lions for Lambs, infatti, racconta la storia di vari individui coinvolti, ciascuno in chiave diversa, nella guerra al terrorismo avviata dagli Stati Uniti: un senatore che cerca di rifilare la sua innovativa "strategia a 360 gradi" a una giornalista televisiva, un professore idealista che cerca di convincere uno dei suoi studenti più promettenti a cambiare il corso della sua vita, e due ragazzi, che combattono nella montagne innevate dell'Afghanistan, il cui desiderio di dare un senso alla propria vita li ha portati ad arruolarsi nell'esercito americano per unirsi alla lotta contro il terrorismo mondiale.

"Non è un film sulla guerra", ha detto Robert Redford nel corso della presentazione, "è un film sugli effetti e le conseguenze della guerra, sul ruolo dei media, dell'istruzione, della politica nei suoi confronti. Oggi non si fanno molti film di questo tipo: si fanno soprattutto film d'azione e di affetti speciali. Quello che accade in questi anni al nostro paese viene per lo più ignorato".

Aggiungendo: "quello che sta accadendo in Iraq e in Afghanistan, lo sapete tutti. Io mi chiedo il perché di tutto questo. Qual'é il ruolo dei media e dell'informazione? Qual'é il ruolo della scuola? I giovani devono farsi sentire, devono prendere in mano il loro destino anziché voltargli le spalle, devono agire".

Nonostante l'impegno, Redford ha comunque affermato di non aver mai creduto nel cinema di propaganda: "il ruolo del cinema è fare spettacolo dicendo cose importanti, non credo che il mio paese apprezzi i film di propaganda".

Il regista ha anche dichiarato che molti, in America, all'indomani dell'11 settembre non capivano cosa stesse succedendo: "allora il Governo ci chiese di sostenerlo, abbandonando il nostro diritto di critica. Fece la stessa richiesta anche ai media ed agiva da una posizione di grande forza perché aveva la maggioranza nei due rami del Congresso e nella Corte Suprema. Ora però dopo tanti anni di silenzio  abbiamo capito perché siamo andati in guerra e quale è stato il suo costo".
Per questo Redford si è detto convinto che le cose in America cambieranno perchè "il mutamento è inevitabile" e ai giovani che negli ultimo anni non si sono impegnati ha detto: "é il vostro futuro, dovete avere un ruolo attivo. Nutro la speranza che questo film possa essere di stimolo".

Parole condivise anche dal divo Tom Cruise: "la guerra non ha mai risolto nulla. E' necessaria più comunicazione e più rispetto reciproco. Questo film spinge decisamente il pubblico al dialogo. Lavorare con Redford è stato un'esperienza straordinaria, la sua forza intellettuale mi ha sempre fatto da guida sul set anche se confesso che a volte gli occhi di Meryl Streep che vedevo come in un'inquadratura dei un suo celebre film, La mia Africa, mi hanno turbato e distratto".


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