
Bruce Willis è ancora una volta protagonista di Die Hard, in un remake/sequel che arriva a dodici anni dal primo capitolo e che stavolta è diretto da Len Wiseman.
La storia inizia, come al solito in queste saghe "epiche", il 4 luglio, ma il coraggioso e irreprensibile detective John McClane non ha molto da festeggiare: è infatti reduce dall'ennesima discussione con la figlia adolescente Lucy e gli è appena stato assegnato l'incarico di rintracciare un giovane hacker, Matt Farrell, che deve essere interrogato dall'FBI.
Con l'aiuto di Farrell, McClane comincia a mettere a fuoco un piano criminale di proporzioni gigantesche in quanto si rende conto che è in corso un attacco alla infrastruttura informatica degli Stati Uniti.
Il misterioso artefice del piano, Thomas Gabriel, un cyber-terrorista, è intenzionato a sabotare l'intero sistema computerizzato della difesa nazionale e la questione è stata battezzata dai criminali della rete come "liquidazione totale".
A dodici anni dal primo capitolo, il pubblico continua ad amare il Bruce Willis di Die Hard se è vero che negli Stati Uniti il film ha incassato la bellezza di 150 milioni di dollari; ed è proprio la continuità con il passato uno degli elementi fondamentali di questo Die Hard: vivere o morire all'interno del quale, oltre ad incredibili inseguimenti e sparatorie mozzafiato, gli spettatori trovano il protagonista impegnato nelle sequenze all'interno di trombe d'ascensore e ferito dal primo all'ultimo minuto del film.
Vagamente ispirato ai dubbi sul sistema di sicurezza Usa post 11 settembre, Die Hard: vivere o morireanticipa i prossimi impegni di Bruce Willis, che si dice poco interessato alla politica ma che auspica finisca quanto prima la guerra al terrorismo: "sarò impegnato nel nuovo film di Robert Redford, ispirato al libro di Richard Clarke (Against All Enemies: Inside America's War on Terror), che racconta quello che accadde alla Casa Bianca dopo gli attacchi alle Twin Towers e in Pinkville, nuovo progetto di Oliver Stone che metterà finalmente in luce quello che accadde nel massacro di My Lai, in Vietnam, nel 1968, episodio che le autorità americane hanno cercato di sotterrare in qualsiasi modo".
Se questo non è impegno...
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