Nell’estate del 1977 le interviste televisive di David Frost a Richard Nixon riscossero il più grande consenso della storia della TV americana per quanto riguarda un programma di informazione.
Oltre 45 milioni di spettatori, curiosi di conoscere i pensieri dell’ex comandante supremo caduto in disgrazia e ansiosi di ascoltare da parte sua l’ammissione dell’abuso di potere che aveva condotto alle sue dimissioni, restarono incollati davanti ai teleschermi per assistere all’avvicente confronto verbale che Nixon e Frost misero in scena nel corso di quattro serate.
Due uomini con una reputazione da difendere e la consapevolezza di poter soltanto vincere o perdere durante l’incontro, ma non pareggiare.
Il loro leggendario confronto avrebbe rivoluzionato per sempre l’arte dell’intervista, cambiando il volto della politica, e registrò una piena confessione da parte dell’ex presidente che sbalordì il mondo intero e forse persino lo stesso Nixon.
Ron Howard porta così sul grande schermo l’elettrizzante battaglia fra Richard Nixon (Frank Langella), un ex presidente con un’immagine da salvare, e David Frost (Michael Sheen), un giornalista del jet set televisivo, desideroso di fare carriera sfruttando questo storico incontro che finì per cambiare entrambi.
Il film, che non solo mette in scena le interviste televisive che catturarono l’attenzione mondiale, bensì anche le precedenti settimane di lavoro spese ad organizzare e a manovrare gli equilibri dei due uomini e delle loro opposte fazioni, esplora l’inedita storia che condusse al faccia a faccia finale davanti agli occhi di tutta la pubblica opinione.
Un personaggio chiave all’interno della squadra di Nixon è interpretato da Kevin Bacon nel ruolo del Capo di Stato Maggiore, il Colonnello Jack Brennan, un uomo d’acciaio che svolse il ruolo di consigliere di Nixon rispetto alla strategia da adottare nelle interviste.
Dall’altra parte, troviamo altri due brillanti consulenti che si occuparono invece di istruire Frost sulla personalità e le vicende del 37° presidente americano: Oliver Platt intepreta il noto reporter Bob Zelnick che fu anche direttore esecutivo delle interviste, e Sam Rockwell nel ruolo dell’aspro critico di Nixon, l’autore e lettore universitario James Reston, Jr.; entrambi erano motivati a far emergere il vero Nixon, architettando le interviste e lasciando a Frost il compito di venderne i diritti, trovare un canale televisivo e studiare il suo avversario.