Il Time premia i 100 film più belli della storia del cinema

Scritto il alle 16:02 dalla redazione di DGMag

Time ha stilato la classifica dei cento film più belli della storia del cinema internazionale, all'interno della quale compaiono anche quattro film italiani, due dei quali di Sergio Leone.

Si tratta di Il buono, il brutto e il cattivo del 1966, e C'era una volta il West, del 1968, un doppio omaggio all'autore degli "western spaghetti"; compaiono poi nella classifica Otto e mezzo di Federico Fellini, del 1963, e Umberto D, del 1952, di Vittorio De Sica. Stupisce il fatto che sia stata completamente ignorata la produzione cinematografica italiana degli ultimi 40 anni, che pure ha tirato fuori prodotti pregevoli e di tutto rispetto.

Tra i titoli presenti in classifica, Luci della città di Charlie Chaplin, Schindler's List di Steven Spielberg, Alla ricerca di Nemo, Il Padrino I e II, Guerre Stellari, Viaggio a Kandahar, Toro Scatenato,Taxi driver, e via dicendo.

I critici del Time hanno poi scelto il miglior film di ogni decennio: Metropolis, di Fritz Lang, per gli anni Venti, Infedeltà di William Wyler e Quarto Potere di Orson Welles. Pulp Fiction di Quentin Tarantino guida la lista degli anni '90 e Parla con Lei di Pedro Almodovar, quella del primo decennio del 2000.

La recensione di C'era una volta il West è davvero esaltante: "Negli anni '50 e '60 gli autori europei approdarono meno frequentemente a Hollywood. Invece Hollywood, attraverso le stelle americane, andò da loro, nel momento in cui i registi riuscirono a realizzare il loro amore per i vecchi generi rivisitati attraverso le loro corde. Uno di questi fu Leone, l'italiano che insieme a Clint Eastwood con i suoi western diede fama a entrambi. Ora, in una commedia scritta insieme ai registi Bernardo Bertolucci e Dario Argento, egli amplia la sua visione della forma epica. Questa è la storia della 'civilizzazione' del West attraverso due mezzi: uno decisamente meccanico (la ferrovia), l'altro tipicamente umano (Claudia Cardinale, che rappresenta il genere femminile). Leone trasforma Charles Bronson in un leader, e Henry Fonda in un uomo rozzo. Ma le vere star sono la macchina da presa di Leone, fissa negli occhi dei suoi attori o nel labirinto del suo West reinventato, e la colonna sonora di Morricone, presumibilmente la più ricca nella storia del cinema".

Manca qualsiasi menzione e riferimento a Via col Vento che i due critici hanno liquidato sostenendo che liquida la questione dicendo che "a nessuno importa davvero di quel film", che è solo una "falsa epopea"; ammettendo inoltre che "alla fin fine, la scelta di un film è davvero soggettiva. Si amano cose che non si possono spiegare, e si disprezzano cose che non si possono spiegare".


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