
Sean Penn ha presentato a Roma, nel corso della Festa del Cinema, il suo lungometraggio Into the wild, accolto positivamente da critica e pubblico; protagonisti della pellicola sono Emile Hirsch (Christopher McCandless), William Hurt (Walt McCandless), Marcia Gay Harden (Billie McCandless), Jera Malone (Carine) e Vince Vaughn (Wayne Westerberg).
Il film di Penn è l'adattamento del libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer (edito da Corbaccio) che racconta la vera storia di Christopher McCandless che commosse gli States: un ragazzo che nel 1992, dopo essersi laureato, diede in beneficienza tutti i suoi risparmi e partì per l'Alaska dove visse di espedienti in condizioni ambientali difficili per molti mesi fino a un inaspettato e tragico epilogo.
Fresco di laurea e con davanti a sé un promettente futuro, il ventiduenne Christopher rinuncia alla sua vita privilegiata per incamminarsi verso terre selvagge in cerca di avventura; ciò che gli accade lungo la strada lo trasforma da giovane giramondo a simbolo per moltissime persone.
Un eroico avventuriero o un idealista naïve, un ribelle degli anni '90 o un figlio d'America perduto, un amante del rischio o una figura tragica che combatte contro il precario equilibrio che lega l'uomo e la natura?
La ricerca di Christopher lo conduce dai campi di grano del Sud Dakota a un viaggio lungo il fiume Colorado fino al rifugio di anti-conformisti a Slab City, in California, e oltre.
Lungo la strada incontra personaggi stravaganti che vivono ai margini della società: questi incontri cambieranno la sua vita, e lui a sua volta lascerà un segno in queste esistenze.
Costruito a capitoli, Sean Penn fa vedere la fuga dal mondo del ragazzo e il suo immergersi nella natura; un viaggio che si snoda tra i campi di grano del South Dakota dove il ragazzo si presta a fare il contadino, il percorso lungo il fiume Colorado in kayak fino alla comune alternativa di Slab City in California dove trova ospitalità da una coppia di stagionati hippies e che diventa anche e soprattutto viaggio interiore e introspettivo.
La morale del film è una e chiara: la felicità, per essere vera, deve essere condivisa.
"La prima parte del film", ha detto Sean Penn, "è la storia della fuga di Chris dalla corruzione della famiglia e del mondo, ma la parte dominante è la scoperta di un luogo in sintonia con quello che il ragazzo sta diventando: la celebrazione della libertà".
"Scegliere di interpretare una parte o dirigere un film è come scegliere il partner, bisogna farlo bene", ha detto Sean Penn nel corso della presentazione dimostrando che Into the wild è davvero il primo (e forse unico) titolo di valore nel cartellone della kermesse romana.
Al pubblico in sala l'ardua, ma forse neanche tanto, sentenza...
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