
Juno di Jason Reitman è stato premiato con il Marco Aurelio come miglior film della Festa del cinema di Roma in quanto "il film ha suscitato un’ondata di emozioni fra i componenti della Giuria e l’accoglienza del pubblico ha reso tale reazione ancora più tangibile. Racconta la storia di un’adolescente alle prese con una gravidanza non desiderata che affronta la situazione in un modo tutto suo. Il personaggio di June è egregiamente interpretato da Ellen Page che, insieme agli altri attori del cast, presenta una storia convincente con dei risvolti di humour".
Rade Serbedzija per Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa è stato premiato con il Marco Aurelio come miglior interprete maschile; "la Giuria ha l’onore di assegnare il premio a un attore eccezionale proveniente da una regione martoriata dell’Europa. Il suo personaggio fa prova di grande umanità nei confronti di un ragazzino, nonostante questo atto lo esponga a dei rischi. Il film inizia proprio con questo atto di coraggio. Rade recita la sua parte con sensibilità e credibilità e pone il suo personaggio al centro di un film di ottima fattura".
Jang Wenli per Li Chun (And the Spring Comes) di Chang Wei Gu è stata premiata con il Marco Aurelio come miglior interprete femminile; "le sue eccezionali doti di attrice le consentono di identificarsi completamente con il personaggio. Ci presenta il personaggio di una donna che deve fare i conti con una realtà bloccata, da cui si sente soffocare, riuscendo a non esserne sopraffatta. Il personaggio di Wang Cailing esprime la sofferenza dell’artista frustrata che trova il coraggio di seguire una strada diversa. Jang Wenli costituisce il fulcro della storia e esprime grande eleganza e fascino", recitano le motivazioni.
Into the wild di Sean Penn ha vinto il premio Fastweb per la sezione Premiere.
Il premio speciale della Giuria è andato al film del regista iraniano Abolfazl Jalili, Hafez con questa motivazione: "la Giuria è orgogliosa di poter tributare questo riconoscimento a un film veramente unico nel suo genere. La Giuria ha particolarmente apprezzato la componente mitica che è il nucleo centrale dell’opera e l’uso di uno stile di narrazione innovativo. Poesia, ritmo, simboli nel film svelano la dualità dell’amore nei confronti di Dio e della comunità. Hafez ci mostra come la forza dell’uomo si opponga al fanatismo della tradizione, una vicenda che presenta un forte legame a questioni di attualità politica e religiosa".
Il premio L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) è andato a Giuseppe Battiston per la Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati.
Sono stati 600.000 i visitatori dei luoghi della Festa del Cinema di Roma conclusasi oggi, contro i 480.000 della prima edizione del 2006.
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