L'abbuffata di Mimmo Calopresti

Scritto il alle 14:37 dalla redazione di DGMag

Uscirà il prossimo 16 novembre, ma è stato presentato alla Festa del cinema di Roma, il nuovo film di Mimmo Calopresti, L'abbuffata con Gérard Depardieu (Gérard), Diego Abatantuono (Neri), Valeria Bruni Tedeschi (Amelie) e Mimmo Calopresti (Francesco).

Diamante, una piccola città della Calabria, è un posto davvero poco emozionante.

Gabriele, Marco e Nicola sono tre ragazzi, aspiranti registi, che vorrebbero girare un film e così intervistano un'anziana signora che racconta dell'amore della sua vita, un cugino che emigrò in America da giovane e che lei sta ancora aspettando: il soggetto ideale per il loro film.

Neri è un ex-regista, autore di un film di successo, che si è ritirato a Diamante al quale i ragazzi si rivolgono in cerca di aiuto.

Così decidono di partire per Roma insieme a Elena, la sorella di Marco; qui, Francesco, un amico di Neri, fornisce loro controvoglia un alloggio.

Alla fine si ritrovano spettatori di uno show televisivo anziché del cinema, ma si rendono conto che non è poi così male.

Amélie, una ragazza francese, sembra tuttavia essere interessata al loro progetto e ne vuole parlare con il suo fidanzato Gérard. Gérard Depardieu, il famoso attore francese... Sarà questo il punto di svolta per loro?

"L'abbuffata è un inno al cambiamento, un invito ai giovani del Sud ad inseguire le proprie ambizioni senza cercare gli altri, la politica, il potere, l'assistenzialismo. Cercate di stare dentro le cose in maniera positiva e propositiva", ha spiegato Mimmo Calopresti che si augura anche che "dei giovani nel Sud non si parli più in termini di problemi. La loro rappresentazione esterna è a volte limitata, quelle persone invece sono molto di più e loro stesse devono imparare a crederci"

Nel film Calopresti presenta anche una serie di personaggi che davvero sembrano autobiografici come nel caso del personaggio di Abatantuono che "si prende troppo sul serio. Vede il cinema come mondo separato, intellettualizzato. Insomma, col ruolo di Diego mi prendo un po' in giro. Così come nel personaggio dell'attore, che io stesso interpreto".

E infine la critica alla televisione con un finale davvero amaro e la convinzione da parte di Calopresti che la tv "è un mondo che io stesso subisco tutte le sere. mi sembra un teatrino ormai finito, un po' come il governo Prodi che va continuamente sotto. Di fronte al piccolo schermo si rischia di morire, se non altro di noia...".





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Cinema, Diego Abatantuono, Mimmo Calopresti

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