
E' stato accolto da applausi il terzo film italiano in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, Noi credevamo di Mario Martone con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Luca Barbareschi e Francesca Inaudi.
Noi credevamo racconta la storia di Domenico (Luigi Lo Cascio) e Angelo (Valerio Binasco), che diventano mazziniani da giovani; ma se Domenico combatte lealmente, viene rinchiuso in carcere poi si unisce ai garibaldini, Angelo dopo aver ucciso un innocente diventa un fanatico mazziniano.
I loro destini si incrociano con quelli dei personaggi realmente esistiti e soprattutto con Francesco Crispi (Luca Barbareschi) e Cristina di Belgioioso (Francesca Inaudi).
Sarà dopo la repressione delle camicie rosse in Aspromonte, che i due capiranno che l'Unità d'Italia è stata costruita in maniera sbagliata.
In complessive 3 ore e mezza di film, Mario Martone ripercorre gli avvenimenti più importanti della storia risorgimentale italiana e lo fa partendo dal personale per arrivare ad una valutazione generale sui fatti.
Quello che colpisce è la totale assenza di faziosità che permette allo spettatore di seguire la storia senza avvertire alcun tipo di condizionamento esterno da parte del regista o della storia che pure si presterebbe bene a strumentalizzazioni ideologiche.
Interessante il lavoro di recupero dei discorsi dei personaggi esistiti che sono stati inseriti nel film senza alterarne la spontaneità.
I quattro episodi strizzano l'occhio alla televisione e restituiscono l'immagine di un'Italia “gretta, superba e assassina” che già allora veniva prepotentemente a galla.
Il trailer di Noi credevamo:
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