
Distribuito dalla Medusa, uscirà in tutte le sale italiane il prossimo 10 ottobre No problem, il nuovo film scritto e diretto da Vincenzo Salemme con Sergio Rubini, Giorgio Panariello, Aylin Prandi e Iaia Forte.
Nel cast del film, che ha le musiche di Gigi D'Alessio, anche due cammei di Anna Proclemer, Oreste Lionello e Gisella Sofio
Vita reale e finzione televisiva, l’una specchio e ispirazione dell’altra: a volte l’opposto.
Arturo Cremisi (Vincenzo Salemme) è il padre ideale di una fortunata serie televisiva dal titolo Un bambino a metà; l’altro protagonista è il biondo Federico. Nella serie tra padre e figlio, un amore sconfinato.
Nella realtà un’aperta e dichiarata competizione; a curare la carriera di Federico è la madre Barbara (Iaia Forte), press agent di ferro, con conoscenze importanti nelle stanze del comando. Rapporti e vita sul set sono tutt’altro che facili.
Un giorno nella vita di Arturo entra in scena Mirko, sei anni, minuto, capelli scuri, uno sguardo impaurito, quasi implorante; una famiglia allo sfascio alle spalle, un padre morto, una madre giovane bella e ribelle (Aylin Prandi), uno zio squinternato (Giorgio Panariello). Finzione e realtà si confondono al punto che Mirko, per una sorta di transfert, sceglie Arturo come suo padre.
L’ossessiva richiesta d’amore del bambino, l’attenzione del pubblico intorno all’insolita vicenda, i pressanti suggerimenti di Enrico Pignataro, amico e volenteroso agente, di sfruttare l’interesse dei media costringeranno Arturo ad interpretare anche nella vita il ruolo della fiction.
Un ruolo di padre fittizio che trascinerà Arturo in una spirale di situazione sempre più paradossali ed esilaranti. Ma forse, per una volta, finzione e realtà si fonderanno armonicamente assieme in un inaspettato lieto fine.
No problem è una commedia basata sulla classica comicità teatrale, giocata sugli accenti, i difetti di pronuncia, gli imprevisti e le battute veloci ed è per questo che, in conferenza stampa, Vincenzo Salemme dichiara: "penso che il cinema abbia sempre attinto dal teatro. In America, gli sceneggiatori cinematografici fanno sempre teatro. Da noi questa non è considerata una cosa normale. In realtà penso che proprio grazie al cinema il teatro si mantenga vivo, perché riesce a dare allo schermo le idee e lo schermo le diffonde. Penso che un attore bravo a teatro sia anche bravo al cinema e in Tv. Io prenderei sempre attori bravi che abbiano fatto anche teatro. Penso siano più credibili. Il teatro influenza l’attore per quanto riguarda l’esperienza".
E a proposito dei temi del film il regista aggiunge: "spesso il successo è effimero: la televisione può essere pericolosa se non c’è il talento. E in questo caso ritengo che sia peggio che essere sfortunati".
"Per il ruolo di Enrico", dice Sergio Rubini, "non mi sono ispirato ad un personaggio in particolare.Avevo semplicemente voglia di lasciarmi andare al mondo di Vincenzo Salemme. Era da tanto cheavevo voglia di lavorare con lui. L’avevo visto a teatro e avevo visto i film che aveva fatto. Ho vistoche in qualche modo io e lui abbiamo avuto la stessa formazione, quella del teatro. Arrivati sul set, cisiamo divertiti tantissimo a dar vita a questi personaggi".
Per la seconda volta Giorgio Panariello viene diretto da Salemme e interpreta il ruolo di uno zio fuori di testa: "evidentemente mi vedono come l’idiota di turno e forse non hanno nemmeno bisogno di fare il casting. È molto difficile rimanere nel giusto equilibrio comico senza scadere nella macchietta. Registi come Salemme e Pieraccioni mi hanno dato la possibilità di dimostrare che al cinema posso portare anche questi personaggi televisivi.Spero di continuare a lavorare con Vincenzo. Mi piacerebbe affidarmi a lui come regista per una delle mie sceneggiature".
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