Non pensarci, ritratto di famiglia all'italiana

Presentata all'ultimo Festival del Cinema di Venezia arriva dal 4 aprile nei cinema italiani Non pensarci, commedia agrodolce di Gianni Zanasi con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Caterina Murino, Paolo Briguglia, Dino Abbrescia, Teco Celio, Gisella Burinato, Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa eNatalino Balasso.

Lo scopo è far ridere gli spettatori mettendoli di fronte ad una storia di vita comune che riguarda la famiglia, gli affetti, sè stessi e il rapporto con la propria esistenza; su tutti, campeggia la figura del sempre più bravo Valerio Mastandrea, per il quale le porte del grande cinema si aprono in maniera sempre più continuativa rispetto al passato.

Stefano Nardini (Valerio Mastandrea) suona da quando aveva cinque anni e passo dopo passo ecco che dal conservatorio è finito col diventare una piccola star del punk rock indipendente.

Ma i tempi delle sue foto in copertina sono passati e adesso a trentasei anni si guarda intorno: suona con dei ventenni invasati, a casa non ha più né fidanzata né  letto dove dormire, gli è rimasta giusto una chitarra e un’auto con le portiere che non si aprono.

Insomma è venuto il momento anche per lui di cercare un riparo, tornare dalla famiglia che non vede da tempo, riflettere.

Ma a casa trova tutt’altro: il padre (Teco Celio), reduce da un infarto, gioca a golf, la mamma (Gisella Burinato), segue seminari di tecniche sciamaniche, Michela la giovane sorella (Anita Caprioli) ha lasciato tutto per dedicarsi al lavoro con i delfini in un parco acquatico e poi Alberto (Giuseppe Battiston), il fratello maggiore che ha tutta su di sè la responsabilità della fabbrica di ciliegie sotto spirito di famiglia e che si innamora di una prostituta dal cuore d'oro (Caterina Murino).

Preso quasi da subito in contropiede da una serie di rivelazioni e scoperte famigliari per lui sempre più incredibili, Stefano si ritrova suo malgrado costretto ad occuparsi assurdamente e a modo suo di tutti; e alla fine è forse proprio in questo modo che, dopo tanto tempo e senza accorgersene, finisce con l’occuparsi di se stesso.

Non pensarci diventa così uno spaccato ironico della famiglia italiana, di persone bugiarde in un'Italia bugiarda e costantemente in bilico; non a caso in Non pensarci lo spettatore ride molto, un po' perchè si sente coinvolto dalle vicende narrate un po' perchè tutti i personaggi rispecchiano almeno una delle caratteristiche dell'italiano medio.

Premiato col Pasinetti a Venezia, il regista Zanasi sostiene appunto di "aver voluto evitare l'astrazione nel raccontare la famiglia, entrando in un gruppo di persone vere e dunque piene di imperfezioni e contraddizioni. Ho cercato l'imprevedibilità a scapito del giudizio", mentre la Caprioli mette l'accento sul sentimento, Battiston sulla "rappresentazione realistica della famiglia, spesso luogo della non conoscenza reciproca" e Celio su "un gruppo di persone, i familiari, che purtroppo devono vivere insieme, qui come in tutto il mondo".

Una menzione speciale va certamente alla coppia Battiston-Mastandrea, credibile e decisamente affiatata.

Non a caso lo stesso Mastandrea ha dichiarato che quello che è importante è il modo in cui la pellicola affronta il tema famiglia: "con una grande leggerezza perchè è come se attraversassimo un campo minato, ma le mine non esplodono... Bella metafora, vero?".

Questo perchè, secondo Mastandrea, il film descrive "la nostra provincia, la piccola impresa che tanta ricchezza ha dato al Paese: credo davvero che in Non pensarci ci sia molta Italia di oggi".

Ironia e non comicità per questo film che probabilmente sarà la vera rivelazione della settimana, specialmente per la prima e l'ultima scena.





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Cinema, Anita Caprioli, Valerio Mastandrea

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