Notturno Bus, un noir all'italiana che funziona

Uscirà venerdì 11 maggio in 150 sale italiane il film d'esordio di Davide Marengo, Notturno bus, con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno, Ennio Fantastichini, Roberto Citran e Francesco Pannofino.

Tratto dall'omonimo romanzo di Giampiero Rigosi, Notturno Bus racconta la storia di un autista di autobus romano "normalmente vile", Franz (Valerio Mastandrea), indebitato fino al collo a causa del poker e inseguito da un energumeno gigantesco di nome Titti, che vede la sua vita stravolta dall'incontro con una misteriosa donna, Laila (Giovanna Mezzogiorno), una ladra bugiarda e affascinante.

La ragazza si trova in possesso di un microchip che è l'oggetto del desiderio di misteriosi faccendieri polacchi e dei servizi segreti italiani; i due dovranno difendersi da Garofano (Francesco Pannofino) e Diolaiti (Roberto Citran), una coppia di agenti segreti pronti a tutto pur di recuperare i files, ma saranno aiutati da Matera (Ennio Fantastichini).

E così se Franz desidera solo una vita normale, senza debiti e senza troppi sconvolgimenti, Leila vuole fare abbastanza denaro per andar via, per cambiare vita.

"Ho voluto espressamente evitare qualsiasi citazionismo, per cercare di percorrere una strada tutta nuova. Il romanzo di per sé tiene in equilibrio perfetto tutti i generi. Dopo 21 revisioni della sceneggiatura e l'apporto fondamentale di tutta l'equipe, anche nel film credo si sia riusciti a dosare al meglio i vari ingredienti", ha detto durante la presentazione Davide Marengo, che per la sua prima pellicola si è avvalso di una coproduzione italo-polacca.

Valerio Mastandrea ha precisato che "la sceneggiatura era così ricca e il copione era così pieno che ci siamo tutti appassionati, abbiamo discusso e siamo giunti alla fase finale dopo lunghe discussioni incredibilmente costruttive. E' stato comunque un lavoro molto complesso al quale, come attore, non sono abituato. Ora la scommessa è fare accettare al pubblico, assuefatto a dei cliché, un film che abbia dentro un pò di tutto e che non risponda a nessun genere definito".

"La sceneggiatura mi ha fatto ridere a crepapelle e il mio personaggio mi è piaciuto subito. La possibilità di lavorare con un esordiente", ha aggiunto Giovanna Mezzogiorno, "è preziosa: i giovani sono gli unici che osano, che non hanno paura di rischiare. Anche stavolta si vede la mano di un esordiente, che ha trattato personaggi fortemente caratterizzati e facilmente riducibili a cliché e a fumetti, in maniera umana e realistica".

Il risultato è un film avvincente e “di generi”, come definito dagli sceneggiatori, coinvolgente perché mescola diversi registri e racconta di vite vissute, vite possibili, vite cercate e vite scappate; il tutto supportato da una colonna sonora degna di lode composta da Gabriele Coen e Mario Rivera.


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Cinema, Giovanna Mezzogiorno

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