
Esce oggi nei cinema italiani Palermo Shooting di Wim Wenders con Campino, Giovanna Mezzogiorno e Dennis Hopper.
Fotografo di grande successo conosciuto in tutto il mondo, Finn (Campino) vive una vita brillante ma alquanto disordinata. Non dorme mai, il suo cellulare suona in continuazione e la musica che ascolta in cuffia è praticamente il suo unico e fedele compagno.
E quando all’improvviso la sua vita va in pezzi, Finn decide di abbandonare tutto e di andare a Palermo dove comincerà una nuova ed elettrizzante vita e una nuova storia d’amore.
Dedicato espressamente a Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni, Palermo Shooting si muove su due linee parallele che però non riescono a dare l'idea di cosa davvero il regista vuole trasmettere.
La prima parte del film, girata a Düsseldorf, funziona e funziona bene sia temporalmente che narrativamente ma la seconda parte, quella girata a Palermo, si perde fin da subito in una fotografia eccessivamente presente che non è supportata da una narrazione coinvolgente e finita.
Una pellicola che illude e che lascia l'amaro in bocca nella consapevolezza che Wim Wenders, se vuole tornare ad avere successo, deve iniziare a costruire delle storie e non delle fotografie.
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Ma di chi è questo articolo, nemmeno firmato, che critica Wim Wenders senza assolutamente conoscerlo? Giudicarlo sulla base dlla trama, sulla storia, che senso ha? Questo film è geniale, forse il suo più geniale. Affronta il tema della morte con una bellezza e leggerezza come solo lui può fare. Dopo Fellini è l'altro genio del cinema che fa sognare e viaggiare la mente senza dover usare droghe. Andatelo a vedere se non amate Muccino!
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