
Il film Paranormal Activity 2 nel primo weekend di programmazione negli Usa ha già stracciato la concorrenza e i motivi sono presto detti: un sequel/prequel fa sempre gola e un horror/thriller ancora di più, specie se si è visto il primo episodio e si è in trepidante attesa di sapere cosa succede nel secondo.
La recensione di seguito potrebbe, anzi può, contenere spoiler quindi vi invitiamo a leggere con cautela.
Il film si apre 60 giorni prima della morte di Micah Sloat e contiene molti più elementi stereotipizzati del cinema horror: tornano le porte che sbattono e si aprono/chiudono da sole, torna il vento che rappresenta il maligno presente in casa ma soprattutto acquista un valore fondamentale Hunter, il figlio della sorella di Katie, la protagonista del primo Paranormal Activity.
Non vi raccontiamo la storia perchè ne sveleremmo particolari che sarebbe bene non svelare ma sappiate che per i primi 30-40 minuti tutti scorre abbastanza tranquillo e c'è poco per cui agitarsi o saltare sulla sedia; le cose cambiano a circa 20 minuti dalla fine quando si inizia davvero a percepire ansia e terrore e cominciano a verificarsi situazioni poco piacevoli e spaventose che condurranno all'escalation finale.
Va detto che se non avete visto il primo episodio, comprendere in pieno il secondo sarà difficile: il regista Tod Williams lascia parecchie cose in sospeso, sceglie di non raccontare cosa è successo a Katie ma ogni tanto inserisce dei frame testuali in cui, come nella migliore delle tradizioni horror, ricorda date, orari ed avvenimenti clou.
Il finale, lo diciamo, mette paura perchè arriva all'improvviso, quando le cose sembrano essere tornate alla calma e "il buio" che lo accompagna, vedrete, vi lascerà sconvolti.
Il trailer di Paranormal Activity 2:
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