Quel treno per Yuma

Scritto il alle 08:44 dalla redazione di DGMag

Dopo il successo di Quando l'amore brucia l'anima, James Mangold porta una
ventata di aria fresca nel genere cinematografico americano per eccellenza, il western, con Quel treno per Yuma, versione aggiornata di un classico del cinema western del 1957 e ispirato ad una storia di Elmore Leonard.

Quel treno per Yuma mette insieme due dei maggiori talenti del cinema moderno: l’attore premiato con l’Oscar Russell Crowe e Christian Bale, nei panni rispettivamente di un temibile fuorilegge e di un proprietario di un ranch che si offre volontario per catturare il fuorilegge e consegnarlo alla giustizia.

Cruda parabola dell’eterno conflitto tra bene e male, il film offre una descrizione realistica della vita nel mitico Vecchio West, trasportando lo
spettatore in un paesaggio fatto di città costruite in fretta e furia e meschini interessi personali, all’alba della costruzione della grande ferrovia che attraversa l’intero continente.

Quel treno per Yuma comincia al galoppo e non si ferma mai e Mangold combina sapientemente intense scene d’azione e una narrazione drammatica basata su personaggi ben definiti regalandoci un film avvincente e moderno.

Dan Evans (Christian Bale) è un uomo onesto che ha dedicato la propria vita al rispetto delle regole senza ricevere granché in cambio; ex tiratore scelto dell’Esercito dell’Unione, è tornato a casa dopo la Guerra Civile con una ferita alla gamba che lo ha lasciato claudicante e con un piccolo risarcimento danni che gli ha permesso di trasferirsi insieme alla moglie Alice (Gretchen Mol) e ai due figli in un modesto ranch in Arizona.

Ma le speranze in un nuovo inizio si sono infrante non appena Dan è entrato in contatto con le dure condizioni di vita e la corruzione diffusa nel selvaggio West; una lunga siccità ha reso sterili le sue terre, ha decimato il bestiame e lo ha fatto precipitare in un mare di debiti riducendo lui e la sua famiglia alla fame.

Nel frattempo, il detentore dell’atto di vendita del ranch, intravedendo un’opportunità nella costruzione della ferrovia, tenta spudoratamente di cacciare gli Evans dalla loro proprietà ma Dan continua a lavorare stoicamente la sua arida terra sperando che la fortuna giri dalla sua parte e rifiutando di abbassarsi al livello di coloro che lo tormentano; tuttavia, è dolorosamente consapevole che così facendo si sta giocando il rispetto e la stima del figlio maggiore, Will (Logan Lerman), un quattordicenne che si emoziona per le avventure dei banditi e dei delinquenti resi celebri dai racconti sul Selvaggio West.

Will comincia a guardare il padre con disprezzo e anche la moglie Alice inizia a dubitare della determinazione di Dan.

Ma la fortuna getta un osso in bocca a Dan, quando arriva il momento di catturare il noto fuorilegge Ben Wade (Russell Crowe), entrato ormai nella leggenda per le sanguinose rapine e per la temibile personalità; brillante stratega e leader nato, Ben pretende e ottiene dai suoi uomini una lealtà assoluta, soprattutto dal suo secondo, lo spietato Charlie Prince (Ben Foster).

Insieme alla sua gang, Ben compie razzie lungo la Southern Pacific Railroad, guadagnando ingenti somme di denaro e facendo numerose vittime; arrestare Ben Wade è solo il primo passo verso la sua consegna alla giustizia.

Dal momento in cui è messo in prigione nella cittadina di Bisbee, i suoi secondini
diventano automaticamente dei bersagli per i suoi fedeli seguaci; il rappresentante della Southern Pacific Railroad, Grayson Butterfield (Dallas Roberts) cerca dei volontari pagati affinché si uniscano al gruppo incaricato del trasferimento di Ben Wade fino a Contention, un viaggio che durerà tre giorni.

Una volta giunto a Contention, Ben Wade sarà caricato su un treno-prigione
diretto a Yuma, in Arizona dove c’è il Tribunale Federale; scorgendo l’opportunità di salvare il ranch e la famiglia, Dan si offre volontario.

A guidare la spedizione c’è un vecchio cacciatore di taglie, Byron McElroy (Peter Fonda), un micidiale mercenario timorato di Dio che nutre un odio viscerale nei confronti di Ben Wade. Il gruppo include anche Tucker (Kevin Durand), un duro del luogo e Doc Potter (Alan Tudyk), un mite veterinario che non ama affatto la violenza.

Ma anche in ceppi, Ben Wade rappresenta una minaccia letale. Dietro il suo aspetto affascinante e attraente, si nasconde un profondo conoscitore della natura umana capace di sfruttare a proprio vantaggio ogni minimo cenno di debolezza; e quando Ben Wade scorge un’opportunità agisce senza pensarci due volte.

Durante il pericoloso viaggio verso Contention, il gruppo farà un acquisto involontario ma perderà alcuni dei suoi componenti e a mano a mano che il gruppetto si assottiglia, Dan Evans ritrova la forza che pensava di aver perduto per sempre, mentre lotta con tutte le sue forze per portare a termine la missione e col passare del tempo, questi due uomini diametralmente opposti scopriranno delle affinità assolutamente inaspettate.

Nel momento in cui treno fischia annunciando l’arrivo alla stazione di Contention, l’ultimo e disperato tentativo di Dan Evans di salvare il suo ranch è diventato un qualcosa di molto più profondo e intenso: la possibilità di riscattarsi agli occhi della sua famiglia e di se stesso e di insegnare al figlio che cosa voglia dire essere un uomo.

"Il film non è"
, ha detto Russell Crowe, "il solito western dalla morale semplicistica, cappelli bianchi contro cappelli neri. Non mi piacciono molto i western Usa, preferisco Leone e i western australiani, e John Wayne quando ha humour. L'originale 3:10 to Yuma era a basso budget, questo è costato 50 milioni di dollari, che sarebbero diventati 90 se a produrlo fosse stato uno studio, ambientato in una sola stanza, qui abbiamo allargato la piattaforma mantenendo la verve dei dialoghi, che erano il pregio maggiore del film. Ma non mi sono ispirato a nessuno, ho creato personalmente il mio bandito, Ben Wade, a partire dall'aspetto".





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Cinema, Russell Crowe

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