Recensione Fame-Saranno Famosi: film pessimo e banale

Kevin Tancharoen è il regista di Fame-Saranno Famosi, remake dell'omonimo film diretto da Alan Parker nel  1980, nominato a sei Academy Awards e vincitore dell’Oscar per la migliore colonna sonora e per la migliore canzone.

Fme segue le vicende di un gruppo di talentuosi ballerini, cantanti, attori e  artisti durante i quattro anni trascorsi alla New York City High School of Perfoming Arts, una scuola straordinaria, fucina di creatività dove gli studenti  di ogni provenienza hanno la possibilità di realizzare i loro sogni e raggiungere una reale e durevole fama. Una cosa che si conquista solo con il talento, la dedizione e un duro lavoro.

In un’atmosfera di straordinaria competitività, la passione di ogni studente sarà messa a dura prova. 

Mentre i ragazzi lottano per ottenere il proprio momento di gloria, guidati dai migliori e  più inflessibili insegnanti, scopriranno chi tra loro ha la vera stoffa e la dedizione necessaria per avere il successo. Con l’affetto e il supporto degli amici, capiranno chi solo tra loro possiede ciò che serve per diventare famosi...

Pescare nel vecchio a caccia di successo facile è però un'operazione complicata e difficile e nonostante le buone intenzioni Fame è davvero fastidioso in alcuni punti: banale, scontato, mette insieme una serie di luoghi comuni, accostamenti e clichè che rasentano il ridicolo.

Sceneggiatura assolutamente inadeguata e regia ancora peggiore che rende davvero pesanti i 108 minuti del film, resi ancora più pesanti dal cast giovane e poco esperto, peraltro doppiato in malomodo in italiano.

Nessun paragone possibile con l'originale di Alan Parker e pensare che la mitica Debbie Allen si sia spesa per un prodotto inutile e, onestamente, brutto, ci mette un bel po' di tristezza addosso.

Per la cronaca, visto lo spopolare di Amici e similari, e la campagna comunicativa della Freddy, Fame-Saranno Famosi presumiamo sbancherà ai botteghini: amanti del buon cinema vi preghiamo di astenervi dal buttare soldi inutilmente.





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Cinema, Cinema Americano, Remake, Talent Show

Sono completamente d'accordo, il film è un'accozzaglia di luoghi comuni, non c'è uno straccio di storia che sia sviluppata dall'inizio alla fine, i personaggi sono appena abbozzati e, nonostante i tanti cliché, non c'è nemmeno quella che è una parabola classica in questo tipo di film: il protagonista che ha talento ma incontra mille difficoltà, ovviamente poi superate grazie a una grande forza di volontà che si celebra trionfalmente nel momento del riscatto finale.
Inoltre ho trovato veramente irritante il doppiaggio. Sin dall'inizio mi sono chiesta chi fosse l'ignobile doppiatrice scelta per dare la voce a Denise, dotata di una voce poco adatta ma soprattutto di scarsissime capacità interpretative, scoprendo solo in un secondo momento che si trattava di Karima. Non posso fare a meno di chiedermi il perché di questa scelta... Non mi pare un personaggio così famoso da poter dare un qualche valore aggiunto al film, tra l'altro è una cantante ma ovviamente non le viene chiesto di cantare, e soprattutto non è un'attrice! Mera operazione commerciale? Per favore, che qualcuno me lo spieghi!

sono completamente d'accordo: un film quasi imbarazzante!! il doppiaggio? da non riconoscere la mitica scuola italiana.

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