
Si appresta a sbancare i botteghini il nuovo film di Federico Moccia in uscita domani e presentato a Roma questa mattina, Scusa ma ti voglio sposare, con Michela Quattrociocche e Raoul Bova.
Tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia, Scusa ma ti voglio sposare è il seguito di Scusa ma ti chiamo amore e racconta la voglia di sposarsi del quarantenne Alex (Raoul Bova) e della ventenne Niki (Michela Quattrociocche) il cui rapporto è cresciuto e si è evoluto rispetto al primo capitolo.
Così come si è complicata la vita di Alex e di Niki, che dopo aver accettato di sposarsi inizia ad essere combattuta tra il suo fidanzato e il coetaneo interpretato da Andrea Montovoli.
Per il resto, solita storia: dialoghi tendenti alla banalità e stereotipizzazione dei ruoli femminili e maschili e dei topoi legati alle scelte dei giovani e dei grandi.
Moccia sostiene di ridere di fronte ai critici che lo snobbano, forte della consapevolezza che i suoi film al pubblico degli adolescenti piacciono e l'importante è che si riesca a tirare fuori un guadagno tale da rendere ovvi sequel e pellicole similari.
Ma nel caso di Scusa ma ti voglio sposare oltre alle tematiche ad essere abbastanza ridicole e spesso fuori luogo è la rappresentazione della gioventù che si divide tra telefonini, stili di vita modello soap opera e poco di quanto c'è effettivamente nella realtà.
Moccia, e con lui Bova e la Quattrociocche, cedono al fascino dell'incasso facile e in realtà non lo nascondono neanche ma il film non riesce proprio a convincere in nessuna delle sue parti: manca una narrazione coerente e ben sviluppata, manca una storia di sostanza in grado di far sussultare, mancano i colpi di scena e manca l'originalità.
Un film dedicato a chi proprio ama Federico Moccia e i suoi libri; difficile vedere altro e difficile pensare che ai quarantenni che Moccia vuole raccontare Scusa ma ti voglio sposare piaccia davvero.
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