
Arriva oggi nei cinema italiani il nuovo film di Gabriele Muccino con Will Smith, Sette anime, distribuito dalla Sony in 600 copie.
Will Smith interpreta Ben, un personaggio cupo che dopo aver provocato la morte di sette persone (moglie compresa) in un incidente automobilistico, decide di percorrere "uno strano cammino" verso la redenzione; le cose si complicano quando si innamora di una di loro, Emily (Rosario Dawson), malata di cuore.
"Si trattava di un ruolo totalmente diverso da quelli del passato", ha detto Smith, a Roma per promuovere il film di cui è anche produtttore. "Per la prima volta mi sono calato in un personaggio che non mi piaceva, che sentivo estraneo. Se non ho mollato è stato grazie alla perseveranza di Gabriele che è riuscito anche stavolta a spingermi verso direzioni nuove".
Muccino ha confermato i problemi di Smith nei confronti del suo personaggio: "per lui è stata dura e a metà delle riprese avrebbe voluto lasciare. Il fatto è che Will è una persona estremamente solare e ha avuto molte difficoltà ad entrare in sintonia con l'abisso esistenziale di un uomo devastato dall'esperienza della perdita".
Sulle critiche piovute negli Usa a questo film che ha incassato 61 milioni di dollari, Muccino ha espresso una sua teoria: "cominciamo col dire che al pubblico il film è piaciuto, probabilmente arriverà a 80 milioni di dollari, il che per un'opera così difficile è notevole. Ma è vero, la critica Usa lo ha ucciso, lo ha letteralmente massacrato. Con attacchi talmente viscerali e violenti che, per la prima volta nella mia carriera, leggendo quelle recensioni non ho imparato nulla. Anzi, non ho capito proprio di che parlavano. Ma gli attacchi più feroci erano per Will: lo hanno paragonato a Tom Cruise, hanno messo in mezzo Scientology. In America, come qui, verso chi ha successo si scatena il gioco al massacro. Hanno perfino definito Sette anime manipolatorio: ma tutte le pellicole di successo, da Titanic al Sesto senso, sono in qualche modo manipolatorie... In realtà, si tratta semplicemente di una vicenda simbolica, sul potere salvifico dell'amore".
Sette anime è passato all'onore delle cronache anche per essere il primo in cui Smith ha interpretato una scena d'amore.
"Era nervosissimo", ha raccontato, sorridendo, Rosario Dawson. "Si è fatto piccolo piccolo... ha chiesto perfino aiuto a Tom Cruise, che era sul set perché suo figlio Connor ha una parte, come si fa. Ma lui non capiva il problema, dato che le gira sempre...".
Il trailer di Sette anime:
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