Sharon Stone a Roma per Basic Instinct 2

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Dal 31 marzo 450 sale italiane ospiteranno Basic Instinct 2 con le nuove gesta di Catherine Tramell, la perfida scrittrice di romanzi gialli molto perversa e assai bisex che ha reso celebre Sharon Stone e leggendario il suo accavallamento di coscia.

Già il primo film, nonostante il successo planetario, non era un capolavoro. Ma vedendo il secondo la domanda viene spontanea: è un seguito o una parodia?.

E francamente anche per Sharon Stone, nonostante i ciclopici sforzi di truccatori e controfigure che hanno fornito glutei e i polpacci in prestito, gli anni passano e la vecchiaia è in agguato. Non per essere discriminatori, ma il film un messaggio inequivocabile sembra darlo: alle soglie della terza età la parte di donna fatale è fortemente sconsigliabile.

E dunque le improvvise apparizioni della pur fascinosa Sharon Stone perennemente in posa in mezzo all' inquadratura nei suoi abiti molto vintage e molto succinti strappano il sorriso a chiunque abbia il senso del ridicolo. E fa ridere il personaggio che gli improvvidi sceneggiatori le hanno cucito addosso spingendo al massimo l'equazione donna pericolosa uguale donna interessante. Ci manca solo che l'attrice guardi dritto dentro la macchina presa e dica: ora vi faccio vedere quanto sono cattiva.

Nonostante questo, di scene di sesso con o senza Sharon Stone protagonista, nel film ce n'è una discreta dose, anche se nella comparazione molti hanno dato per vincente il primo Basic Instinct; forse perché 12 anni fa tutto era più fresco, a cominciare dalla protagonista e a finire con l' ambientazione, che da una Los Angeles battuta dal mare e dal vento è ora spostata in una Londra notturna e funerea.

E per buona pace dei cultori del vedo e non vedo si può subito rivelare che la scena dell'accavallamento delle gambe è stata sostituita con quella della divaricazione, ma con lo schienale della sedia davanti.

Una discreta fonte di comicità involontaria viene anche dai continui riferimenti alla psicanalisi, visto che è uno strizzacervelli a prendere il posto della vittima predestinata di Catherine Tramell che nel primo film fu del detective Michael Douglas.

Inutile dire che anche in questo film la bella Sharon Stone "oscilla tra onnipotenza divina e paura di non esistere affatto" come dice lo strizzacervelli di cui sopra, incaricato da un ispettore di Scotland Yard di eseguire una perizia sulla donna. Una perizia dovuta al fatto che lei, come si apprende dalla movimentata scena iniziale, è finita fuori strada mentre guidava a 160 all' ora la sua macchina, provocando la morte di un campione sportivo che la stava masturbando.

Che sia una rischio-dipendente? ipotizza il celebre psichiatra. Ma il tribunale la assolve. E lei chiede subito di entrare in psicanalisi dall' uomo che l' ha così ben studiata. Il poveretto, dopo una timida resistenza abbocca con tutte le scarpe. E mentre lei approfitta delle sedute per suggerirgli le mille posizioni in cui lui potrebbe possederla, molti cadaveri insanguinano Londra. Quando finalmente, dopo un'ora e un quarto di film, i due finiscono a letto, la situazione è sempre più ingarbugliata.

La fascinosa scrittrice bionda è un serial killer oppure l'omicida è il poliziotto corrotto che sta indagando su di lei? Oppure il vero assassino è lo strizzacervelli? Inutile spremersi troppo le meningi: la risposta è nel nuovo best seller della Tramell.

"E' stato molto interessante", ha detto Sharon Stone alla presentazione italiana del film, "rivisitare questo personaggio. Nel tempo si cambia moltissimo, quindi ero curiosa di mettermi alla prova. Catherine investe tutta se stessa nell'osservazione, obbligando gli altri a rivelare i propri lati oscuri. E' simile a un vampiro, intesse i suoi rapporti lentamente, poi aggredisce velocemente. Anche l'ambientazione in Europa ha significato un cambiamento importante nell'atmosfera, forse anche più fosca".

"Abbiamo lavorato tutti con una grande passione perché negli anni novanta Basic instinct ha significato un cambiamento totale nel cinema per quanto riguarda le scene di sesso, liberando i film da una certa uniformità. La cosa fondamentale che abbiamo fatto con quel film è stato rendere finalmente possibile esplorare sullo schermo, in pellicole di circuito commerciale, il sesso pericoloso, perverso, che fino ad allora non si rappresentava. In questo secondo film però, nonostante io stessa abbia insistito per il contrario, la censura ha operato molti tagli. Credo che non ci sia ancora un atteggiamento sereno sul sesso e la nudità. Dovremmo prendere come una missione quella di liberarci di paure e vergogne. In questo senso il personaggio di Catherine, per esempio, a me come persona ha dato molto. Infatti prima di interpretarlo ero molto insicura di me stessa e del mio aspetto fisico, non mi consideravo affatto carina tantomeno in grado di poter essere un sex symbol. Da una parte Catherine Travell mi ha tolto completamente la privacy, però il fatto di aver capito solo a 32 anni di essere attraente mi ha fatto finalmente capire che c'era qualcosa di sbagliato nella società, nel modo di trattare le donne".

"Attraverso gli anni e i tanti personaggi interpretato, ognuno diverso dall'altro, ho imparato anche a sentirmi più sicura nell'arte della recitazione", ha infine concluso Sharon Stone che ha interpretato nella sua carriera circa quaranta film. "Il personaggio di Catherine mi piace perché è sottile e intelligente, una cosa non facile, perché se sei intelligente non puoi più nascondere nulla a te stesso. Credo al di là del cinema che la cosa fondamentale sia usare l'intelligenza per conquistare la saggezza".

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