Stay alive, elogio del nulla

Scritto il alle 21:37 dalla redazione di DGMag

Esce nelle sale l'horror giovanile Stay Alive di William Brent Bell con Jon Foster, Samaire Armstrong, Frankie Muniz, Jimmi Simpson.

Un gruppo di giovani di New Orleans si imbatte in un videogioco che si chiama Stay Alive, e che racconta nei minimi e più macabri dettagli la storia di una nobildonna vissuta nel XVII secolo, conosciuta con il nome di Duchessa Sanguinaria.

Non appena i giocatori cominciano a morire allo stesso modo dei rispettivi personaggi del gioco, si sospetta un agghiacciante collegamento; e man mano che il mondo del videogioco si mischia con il mondo reale, il gruppo si trova a fare i conti con la spietata Duchessa in una disperata corsa per restare in vita.

Il film trae origine da uno spunto interessante ma si perde in una sceneggiatura che pecca di eccessiva banalità ripercorrendo tutti i luoghi comuni legati al genere horror per giovani.

Interessante e particolare la realizzazione di Stay Alive, che ricalca in pieno il modello videogame e per questo motivo si divide in tre parti: introduzione, decisione della strategia e scontro finale.

Ovviamente i clichè si trascinano per tutta la pellicola e anche nell'epilogo finale, banale e scontato; è per questo che Stay Alive non convince e anzi annoia, invitando a riflettere su un genere, quello horror, che sta sempre più perdendo le sue connotazioni.


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