
Non c'è malattia che tenga di fronte alle lista di attesa che, in Italia, sono il vero tallone di Achille della Sanità.
I dati allarmanti sono stati presentati dalla Federazione nazionale pensionati della Cisl e parlano chiaro: per una mammografia, in Puglia, si possono attendere anche 18 mesi mentre si attende un anno esatto per una visita neurologica in Veneto e sei mesi per un esame ortopedico nel Lazio.
Al Nord, ad esempio in Liguria, per eseguire un esame mammografico si possono attendere fino a 347 giorni; quasi come in Puglia, regione maglia nera per questo esame diagnostico. E ancora. In Veneto e in Friuli Venezia Giulia si resta in attesa anche 8 mesi per una visita urologica.
Al Centro Italia le cose non vanno meglio: nel Lazio per un'ecografia le liste di attesa superano anche i 300 giorni, in Umbria e Marche la visita chirurgica richide circa 5 mesi di attesa.
Ma è nel Mezzogiorno che il problema assume ampie dimensioni.
La Basilicata si contraddistingue per il ritardo negli esami mammografici: anche 473 giorni. Per un semplice esame ecografico in Calabria si superano i 100 giorni di attesa. In Sicilia e in Sardegna, tempi lunghi per chi è costretto a ricorrere a visite geriatriche o a controlli di gastroenterologia: fino a 6 mesi.
Alcune regioni riescono però a garantire prestazioni sanitarie puntuali: è il caso del Veneto e del Piemonte, dove per un elettrocardiogramma l'attesa è nulla. Ancora più rilevante è il dato del Friuli Venezia Giulia, regione che garantisce una mammografia in non più di 8 giorni.
La Toscana si distingue tra le regioni più virtuose: per una visita urologica, chirurgica e ortopedica i pazienti attendono al massimo 48 ore.
Anche il Sud, a sorpresa, ha le sue eccellenze. In Puglia, ad esempio, controlli urologici, neurologici e chirurgici, non sono un problema e vengono infatti erogati nel giro di 24 ore. Stesso discorso per le visite chirurgiche in Sicilia, dove non esiste lista di attesa.
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