E' una sorta di Noemigate quello che, in questi giorni di canicola pre-estiva, ci sta invadendo da tutte le parti.
Protagonisti sono Noemi Letizia e Silvio Berlusconi, comprimari ma primi attori tutti quelli che ruotano intorno ai due, siano fittizi o reali; e si scatena la caccia alla notizia, allo scandalo, al fattaccio.
L'ultimo racconto è dell'ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio, che a Repubblica ha raccontato dell'ingresso di Berlusconi nella vita della ragazza napoletana come di un qualcosa che ha modificato i suoi valori e di un Capodanno trascorso da Noemi nella villa del premier in Sardegna insieme ad altre 30-40 ragazze.
Un racconto che sa di torbido e che ha innervosito il padre di Noemi (pronto a querelare Gino, Repubblica e, dice lui, tutti quelli che riporteranno la notizia) ma anche i legali di Berlusconi, che si dicono pronti a smentire tutto ciò che il ragazzo ha raccontato.
Il premier si trincera dietro un ritornello che ormai ai più appare scontato: è tutto un complotto. E l'opposizione cavalca l'onda, cercando furbescamente e tristemente di tirare acqua al proprio mulino in vista delle prossime elezioni.
In tutto ciò è lecito chiedersi: come mai, se tutto rientra nel lecito e nel giusto, ci si rifiuta di fornire spiegazioni? Privacy? Affari personali? Situazioni poco chiare o che è giusto rimangano personali?
E dove inizia l'affare personale? Può una situazione del genere essere un fatto privato se è vero che, come scrive Gilioli sull'Espresso, le versioni dei fatti divergono clamorosamente facendo pensare che su questa storia circolino bugie di ogni sorta?
A noi comunque, se la storia è quella che ci viene raccontata ogni giorno e che ogni giorno assume risvolti diversi e inaspettati, in tutta onestà e senza pregiudizi di sorta tutto ciò sembra alquanto torbido.
L'affaire Noemi, se vero, può davvero diventare una bomba a orologeria pronta a scoppiare se qualcuno sa come innescarla; oppure finire nel dimenticatoio, consegnando alla storia le gesta di una famiglia napoletana che è riucita a farsi beffe dell'Italia intera e di una classe politica che è riuscita a dimostrare tutta la sua inadeguatezza.
L'intervista di Repubblica a Gino Flaminio: