
Secondo l'ultima teoria, Marylin Monroe non voleva suicidarsi ma è stata lasciata morire dalle persone che dovevano salvarla. Continuano i dubbi e le ipotesi relativi alla morte di Marylin Monroe.
L'ultima teoria, che a dir la verità sembra essere sostenuta dai documenti dell'Fbi, sostiene che la Monroe non voleva suicidarsi ma è stata lasciata morire dalle persone che dovevano salvarla.
In uno documento inedito arrivato al tabloid della domenica The Independent, si sostiene che l'attrice si era accordata con delle persone amiche per fingere un tentativo di suicidio in modo d’attrarre l’attenzione di Robert Kennedy con cui lei aveva una storia e costringerlo così a lasciare la moglie.
La persona di cui Marylin Monroe si sarebbe maggiormente fidata sarebbe tal Peter Lawford, anche lui attore e marito della sorella di Bob Kennedy, Patricia.
L’Fbi riporta la registrazione di una telefonata avvenuta tra l’attore Peter Lawford e Bob Kennedy proprio la notte del suicidio di Marilyn, in cui Kennedy chiede: "allora, Marilyn è già morta o no?".
Tra le altre persone che sapevano della simulazione di suicidio da parte della Monroe, e che non fecero niente per fermarla, pare ci fossero anche il suo psichiatra, Ralph Greenson, la sua governante, Eunice Murray e il suo press agent, Pat Newcomb.
In sostanza, sostiene questa ipotesi, siccome Marylin Monroe era diventata troppo scomoda perché aveva capito che Bob non l’avrebbe sposata e minacciava di raccontare alla stampa tutto relativamente al suo legame con i fratelli Bob e John, la morte per suicidio sarebbe stata l'unica opzione realmente utile.
Il regista che ha inviato il video all'Independent, Philippe Mora, sostiene anche che il rapporto dell'Fbi potrebbe essere un falso creato dai nemici dei Kennedy; il dossier sarebbe stato compilato da un ex agente speciale dell'Fbi il cui nome risulta cancellato e porta il nome "Robert Kennedy".
Categorie correlate
Gossip, Marilyn MonroeArticoli correlati





Invia nuovo commento