
Della possibilità che Mauro Marin fosse affetto da bipolarismo ne avevamo scritto in occasione del Grande Fratello 10 ma adesso arriva la conferma da parte del diretto interessato che sull'argomento ha scritto un libro dando mandato al settimanale Chi di pubblicarne ampi stralci nel numero in edicola da oggi.
In C'è una cosa che non vi ho detto Marin spiega di aver sofferto di schizofrenia affettiva con disturbo bipolare e di essere in ospedale nel periodo in cui si presentò ai provini per partecipare al Grande Fratello aggiungendo che il primario dell'ospedale di Montebelluna che, nello stesso periodo gli aveva anche consigliato un Trattamento Sanitario Obbligatorio.
Marin non si tira indietro e sostiene che al GF10 sapevano tutto di lui dichiarando che "il dottor Carlo Alberto Cavallo, psicologo del programma, sapeva tutto. Mi diceva che stavo bene e che ero pronto" per cui continuava a sostenere provini per arrivare in trasmissione.
"Ammetto che la camicia di forza non mi è mai piaciuta. Ricordo che quando mi legavano nel letto di contenzione, non sentivo più il sangue che circolava nelle vene", scrive Marin aggiungenfo che "i farmaci per un lungo periodo mi hanno ucciso. La mia motricità era rallentata. In manicomio, anzi nella struttura, perché è così che si chiama, le giornate sono uguali. Ho pensato spesso e volentieri: mi sarei potuto lanciare dal terzo piano o buttarmi sotto un treno".
Giusto per fare un po' di polemica in più, Chi ha chiesto un parere anche ad Aldo Grasso che capisce "che chi deve fare i casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche; ma trovo gravissima la vicenda. Sono stupito".
Alessandra Comazzi della Stampa si pone invece un interrogativo: "chi siamo noi per dire che ha sbagliato? Chi siamo noi per impedire a un ragazzo di godere di un'occasione?".
Immediata la replica della Endemol: "come tutti sanno, la produzione di GF sottopone tutti i concorrenti di Grande Fratello, prima di entrare nella Casa, a una serie di provini, visite mediche e incontri con psicologi, avvalendosi della consulenza di professionisti del settore. Tutto questo per valutare la loro idoneità a partecipare al programma. Solo se i ragazzi superano tutti questi controlli, hanno la possibilità di prendere parte al reality. Così è stato anche per Mauro Marin: il suo percorso, tra provini, visite e test, è stato uguale a quello di tutti gli altri concorrenti e, alla fine, come loro, è risultato idoneo".
Anche lo psicologo del Grande Fratello 10 Carlo Alberto Cavallo ha preso posizione: "mi è stato chiesto, come sempre da dieci anni, di giudicare se un concorrente può partecipare al gioco del Grande Fratello e alle sue pressioni. Ho detto di sì. Mauro è stato un gran concorrente, tanto abile e capace da vincere il Grande Fratello. L'edizione più lunga di sempre. Alla faccia del suo passato".
Restare perplessi è lecito oppure no?
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Eccome se è lecito. Lungi da me dal voler emarginare una persona perché ha avuto dei problemi (poi a quanto pare risolti) però trovo piuttosto singolare la cosa, considerato il fatto che anche nella scorsa edizione al GF aveva partecipato un concorrente che poi era stato squalificato per i suoi comportamenti ed alla fine era stato a sua volta ricoverato in una clinica di igiene mentale. Viene da pensare che i test per stabilire l'idoneità dei concorrenti non siano poi così stringenti.
Esatto, è lo stesso pensiero che è venuto in mente a noi.
Probabilmente l'altro non sono riusciti a controllarlo/calmarlo mentre Marin sì ed è diventato il tester per chissà quali altre amenità.
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