La storia di Julianna Snow: a 5 anni ha scelto il paradiso al posto dell’ospedale

La bambina ha scelto di voler morire in casa e i genitori sono pronti a rispettare la sua decisione. Per questo sono stati attaccati da molti

Ha solo cinque anni la piccola Julianna Snow e già ha dovuto prendere una decisione importante. Una decisione che divide l’opinione pubblica e riscontra pareri contrastanti anche nel campo medico. Julianna vive a Portland, in Oregon (Usa), ed è affetta dalla sindrome di Charcot-Marie-Tooth, una sindrome neurologica ereditaria a carico del sistema nervoso periferico. Questo male ha diverse forme e nel caso della piccola non c’è più nulla da fare. Gli psicologi che hanno visitato la bambina affermano che Julianna è pienamente consapevole di questa situazione.

La piccola sa che dovrà morire e non vuole che quando tale evento accadrà sia nella camera di un ospedale ma dalla cameretta della sua casa attorniata dall’affetto dei suoi genitori e familiari. Cresciuta nella fede cattolica, sa che dovrà andare in paradiso, il luogo in cui non dovrà più sottoporsi a cure mediche estenuanti. Lì, come le hanno spiegato i suoi genitori, potrà vivere in pace e senza alcuna sofferenza.

Secondo alcuni Julianna è troppo piccola per prendere una decisione del genere. A finire sotto accusa sono i suoi genitori, rei di assecondarla nel caso dovesse esserci una nuova emergenza, nel farla rimanere nella sua casa. Molti si chiedono se una bambina di cinque anni possa maturare una decisione così importante. La mamma Michelle è neurologa e qualche tempo fa ha pubblicato sul sito The Mighty un blog intitolato “Mia figlia vuole scegliere il paradiso al posto dell’ospedale”, in cui raccontava dei problemi di salute della figlia, delle sue difficoltà nel respirare e dell’incapacità nel camminare: “Dopo mesi di ricovero – si legge nel post-, non credo che sopravviverà ad un’altra emergenza”.

In quel post la donna ha incluso anche il dialogo avuto con sua figlia. Qui la piccola le parlava della voglia di rimanere nella sua casa, di essere insofferente verso l’ospedale e di voler raggiungere il paradiso, descritto dai genitori come un regno di pace. Andare in paradiso per dire addio a siringhe, medicine, tubi e sofferenza.

La lettera pubblicata dalla madre di Julianna ha inevitabilmente diviso le persone. Decine di mail sono state inviate ai genitori, ai quali viene mossa l’accusa di aver ingannato la piccola con la promessa di una nuova vita in paradiso più facile di quella vissuta sulla Terra. I genitori di Julianna però non mollano e si dicono pronti ad osservare la scelta operata dalla figlia. Ad esprimere pareri diversi sono anche due medici: Art Caplan, bioetico della New York University e il dottore che ha in cura la piccola, Danny Hsia. Caplan pensa “che ci siano zero possibilità che una bambina così piccola capisca cosa sia la morte. Quel tipo di pensiero emerge intorno ai 9-10 anni d’età”. Di parere opposto il dottore Danny Hsia, che afferma: “Per lei non c’è luce alla fine del tunnel. Quindi assume un senso la volontà di ascoltarla”.

(Fonte: huffingtonpost)

(Immagine: www.cnn.com)