La triste fine di Chiara Insidioso: finirà in un ospizio

La giovane, vittima di violenze, dopo le prime cure riabilitative deve lasciare la clinica con l'amara prospettiva di andare in un ospizio.

La triste storia di Chiara Insidioso – la ragazza di rimasta vittima a vita all’età di 19 anni delle violenze subite dal suo ex fidanzato – sta per conoscere un nuovo, amaro capitolo.

La Fondazione Santa Lucia presso cui è stata ospite dopo il ricovero, il coma, il post-coma ed infine le cure riabilitative per 13 lunghi mesi, tra 20 giorni non potrà che dimetterla. Il padre Maurizio, al suo fianco da quel maledetto tragico incidente accaduto il 4 febbraio del 2014 lancia l’ennesimo appello, seppur amareggiato dalla scarsa attenzione delle istituzioni al suo caso e convinto che la soluzione per una vita dignitosa per Chiara, seppur decisamente costosa, sia all’estero.

In Italia, al momento, la prospettiva resta infatti una soltanto, per quanto inadeguata oltre che doppiamente amara: l’ospizio. Un luogo dove nessuno potrebbe seguirla né permetterle di conquistare altri piccoli traguardi rispetto alle sue condizioni e in cui troverebbe “…anziani terminali con un livello di coscienza minore rispetto al suo” come rivela Gabriella Carnieri, del Telefono Rosa, l’associazione che ha raccolto l’emergenza di papà Maurizio.

Proprio l’associazione a difesa dei diritti delle donne ha lanciato un hashtag di sensibilizzazione #Unacasaperchiara ed indetto una petizione in cui vengono ricordate gli obblighi dello Stato italiano oltre a quelli sottoscritti nella Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, documento ratificato dall’Italia 3 anni fa. Proprio oggi è in programma per la ragazza la visita del presidente Mattarella, la ministra della salute, Lorenzin e l’assessora alle Politiche Sociali della Regione Lazio Visini. Ma la strada è lunga ed i tempi ristretti perché la campagna possa portare ad una soluzione per una casa adeguata alle condizioni di Chiara Insidioso.

[foto: www.romait.it]