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17 Dec

Kebab: conosciamo davvero il piatto turco più amato in Europa?

Gianfranco Mingione - 13 giugno 2013
Gianfranco Mingione
13 giugno 2013
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Dalla Turchia con sapore! Sono anni ormai che in ogni centro urbano, dal più grande al più piccolo, hanno fatto la loro comparsa attività ristorative in cui si può gustare il kebab, tipica pietanza di origine turca a base di carne mista arrostita, spesso servita in panini o piadine. Già a vederlo a prima vista non si direbbe un alimento salutare, sia per le calorie, che per i vari condimenti che ci si possono mettere. Ad allarmare i fan di questo tipico cibo da strada ci sono poi ricerche e indagini che evidenziano qualche problema di sicurezza e conformità alimentare, soprattutto nella variante chiamata döner (in turco girevole. Capito qual è?).

Ma cosa ci sarà mai nel döner kebab? Gli Inglesi, in una analisi di qualche anno fa, condotta da un pool di scienziati e nutrizionisti, hanno evidenziato come il composto di carne sia fatto da un mix di: polmoni, cuore, lingua, occhi, ossa, scarti di macelleria e una grande quantità di grasso animale (un po’ come accade per le nostrane salsicce o wurstel). Dalla ricerca è emerso che più del 50% dei döner kebab conteneva carne diversa da pollo o vitello, come quella pecora o maiale. Anche un recente studio condotto in Italia, a Roma, su 44 campioni di kebab prelevati dai Servizi Veterinari delle ASL di competenza, ha evidenziato che “33 campioni di kebab sono risultati preparati con carne di pollo, tacchino e vitello, in conformità a quanto dichiarato in etichetta e riportato nella letteratura scientifica”, mentre “negli altri 11 campioni mancava l’etichetta oppure le dichiarazioni non corrispondevano a quanto riscontrato in laboratorio (in 9 kebab non è stata trovata la carne bovina dichiarata in etichetta)” (fonte: ilfattoalimentare).

Il problema, come evidenziato anche in Inghilterra, oltre alla frode commmerciale, risulta essere quello legato alla presenza di carne suina che, come risaputo, non può essere mangiata da musulmani ed ebrei. Un aspetto etico di non poco conto per chi osserva le regole della fede.

Kebab si, kebab no? Non è facile rinunciarci, soprattutto se si ama la cucina mediorientale e quella un po’ speziata, ma almeno si può fare attenzione ai cosiddetti kebabbari in cui ci si ferma a degustarne uno. Come in tutte le cose è bene chiedere, verificare se ci sono etichette e se queste corrispondono alla preparazione dell’alimento e, aspetto importante per ogni attività ristorativa che si rispetti, che il locale si adegui alla normativa HACCP. Soprattutto si può fare attenzione nel non mangiarne troppo, visto che un kebab contiene molte calorie, grassi saturi e grandi quantità di sale e spezie (salse escluse). Un piatto non dietetico ma che, con le dovute precauzioni, può continuare ad accompagnare un pranzo o una cena dal gusto orientaleggiante.

[foto: www.lettera43.it]

Gianfranco Mingione

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