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15 Dec

Acquistare auto all’estero conviene davvero?

La Redazione - 11 ottobre 2013
La Redazione
11 ottobre 2013
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Acquistare auto all’estero conviene davvero? In un momento in cui l’evidente recessione economica costringe i cittadini a tirare la cinghia, anche nel settore automobilistico si cerca di risparmiare il più possibile. Negli ultimi anni, per esempio, si sta diffondendo la tendenza di acquistare i veicoli direttamente nei Paesi esteri, allo scopo di risparmiare non solo dal punto di vista del prezzo di listino, ma anche sotto il profilo dell’aliquota Iva che viene applicato. Se è vero che un’auto, per la maggior parte delle famiglie, costituisce un bene pressoché indispensabile, risulta chiaro che poter risparmiare nell’acquisto costituisce un vantaggio di non poco conto. Ma il vantaggio esiste davvero? Per quel che concerne le tariffe, il sito Internet della Commissione Europea propone un accurato report in cui viene offerto un confronto tra i prezzi delle auto nei diversi Paesi dell’Unione Europea. Si può scoprire, così, che tra uno Stato e l’altro si possono ravvisare anche differenze di prezzo nell’ordine dei 3 o 4mila euro. Non bisogna lasciarsi trarre in inganno, in ogni caso, poiché le tariffe specificate nel report sono indicative, frutto di una media calcolata, e non è detto che corrispondano precisamente all’effettivo prezzo di vendita. Ma, anche ammettendo che all’estero una vettura costi qualche migliaio di euro in meno rispetto all’Italia, occorre prendere in considerazione altri tipi di spesa: prima di tutto, i costi necessari al trasporto del veicolo. Sia che ci si rechi direttamente nel Paese estero, sia che si decida di farsi recapitare l’auto in Italia, bisogna tenere conto di una spesa piuttosto significativa. È importante non sottovalutare, inoltre, numerose altre spese accessorie: dai documenti obbligatori per l’importazione alla corrispondenza, passando per la traduzione della documentazione tecnica, dei contratti, eccetera.

A proposito dell’Iva, invece, bisogna precisare immediatamente che nel momento in cui viene importato dall’estero un bene, l’Iva deve essere pagata nel Paese di destinazione: insomma, se acquistiamo un’auto in Ungheria, l’Iva va pagata in Italia. La convenienza reale, dunque, si ravvisa unicamente andando a cercare quei mercati in cui si registra una pressione fiscale particolarmente elevata (per esempio i Paesi della Scandinavia): è chiaro che, avendo a che fare con tasse che arrivano fino al 25 %, il risparmio può concretizzarsi in maniera significativa. Anche in questo caso, comunque, è opportuno operare i dovuti distinguo, nel senso che il prezzo di listino nell’acquisto di un’auto in un Paese estero è sempre netto solo per i veicoli nuovi (cioè immatricolati da meno di sei mesi).

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