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14 Dec

Aumentano i costi per le auto aziendali

La Redazione
11 ottobre 2013
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Due sono i provvedimenti che dobbiamo tenere in considerazione nel settore, il primo è la legge Fornero anche conosciuta come riforma del lavoro, la seconda in ordine di tempo è la legge di stabilità, entrambe vanno ad incidere sull’articolo 194 del TUIR.

Tenendo in considerazione l’ordine temporale, iniziamo con la Legge Fornero. Quanto ha inciso sui costi per le auto aziendali?
La riforma del lavoro è stato il vero colpo duro perché con essa le deduzioni per le spese e gli altri componenti negativi da riferire a veicoli ad esclusivo uso strumentale sono passate dal 40% al 27,5% e l’importo massimo è sceso a 4.970 euro a fronte dei precedenti 7.230,40 euro. A questi tagli, praticamente mai entrati in vigore, si sostituiscono quelli previsti dalla legge di stabilità del 2012 per il 2013 che riduce fino al 20% le deduzioni con il limite massimo di 3.615,20 euro (l’ammontare massimo è diverso se si acquistano veicoli diversi dall’auto). Si tratta, è bene precisare, delle spese relative a carburante, manutenzione, assicurazione, bollo, revisione periodica, telepass.
Nel caso in cui l’auto non sia ad uso esclusivo ma promiscuo per la maggior parte del periodo di imposta (in questo caso il dipendente usa l’auto sia per questioni di servizio, sia ad uso personale), le spese saranno deducibili fino al 70% mentre fino al 2012 erano deducibili fino al 90%.

Molti a questo punto si chiedono in cosa consiste una deduzione. Si tratta della sottrazione dell’ammontare da dedurre al reddito imponibile, diminuendo l’imponibile diminuisce anche il carico fiscale, differente la detrazione che si sottrae all’imposta già calcolata.
Queste quote valgono anche in caso di leasing finanziario, ovvero il contratto con cui un’azienda prende in locazione un veicolo per un determinato periodo con la possibilità alla scadenza di procedere all’acquisto dello stesso.
Nel caso di noleggi di auto per esercizio dell’attività d’impresa, essi sono deducibili fino al 20% (in precedenza 40%) per un ammontare massimo di 3.615,20 euro per autovetture e caravan.
Diverso il caso in cui l’azienda rinunci ad avere un auto e quindi in caso di trasferte per conto dell’azienda sarà deducibile su Ires e Irpef quanto rimborsato al dipendente che mette a disposizione la propria auto per gli spostamenti. Si applica a tali rimborsi al tariffa ACI applicata ai km percorsi.

Bastano questi aumenti?
La risposta è abbastanza scontata anche se non sempre intuitiva, infatti, con il passaggio dell’aliquota ordinaria dell’IVA dal 21 al 22% aumenta anche il costo delle vetture aziendali. Anche il costo dell’IVA è in parte detraibile, ma l’aumento comunque si sente.
Questa una breve disamina su come aumentano i costi per le auto aziendali che negli anni passati hanno avuto un boom che ha trainato anche il settore metalmeccanico.

 

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