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18 Dec

Guida distratta, ecco le attività più pericolose

dgmag - 7 luglio 2010
7 luglio 2010
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La distrazione costa davvero cara agli automobilisti italiani, conosciuti per essere sempre pronti a fare tante altre cose mentre sono alla guida della loro auto.

Ad essere convinto che distrarsi alla guida è pericoloso è un italiano su due, che secondo un’indagine Ipsos-Ania ritiene che la distrazione alla guida sia il primo fattore di incidentalità stradale.

Il dossier Gli italiani al volante. La distrazione alla guida tra realtà e percezione presentato dalla Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale in occasione del lancio della campagna di comunicazione Pensa a guidare voluta per sensibilizzare sui pericoli della guida distratta, rivela infatti che due terzi degli oltre 3 milioni e mezzo di incidenti stradali avvenuti nel 2008 sulle strade italiane sono stati causati da errate condotte di guida.

Secondo l’Ania la guida distratta è un problema tra i meno conosciuti e contrastati nel nostro Paese perchè è difficilmente misurabile.

Dall’indagine emerge che il 76% degli italiani riconduce in particolare alla distrazione (54%) e al mancato rispetto del codice della strada (19%) la principale causa degli incidenti stradali, seguito dal fattore ambientale (18%) e dalle condizioni del veicolo (6%).

Tra le attività più pericolose alla guida gli italiani indicano l’utilizzo del PC (90%), mangiare o bere (82%), fumare (60%) ma anche parlare con il cellulare (50%), digitare un sms (76%) o comporre un numero telefonico (45%).

Circa la metà degli intervistati mentre guida parla con altre persone, un terzo cambia le stazioni della radio, un quarto telefona con il vivavoce e un quinto circa utilizza il navigatore satellitare; di solito sono i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, a scrivere alla guida sms o inserire un cd, mentre cambiare i canali della radio o telefonare è un tipico comportamento delle persone tra i 25 e i 44 anni. Al contrario, interagire con il navigatore e leggere il giornale è un abitudine degli autisti over45.

Sono molti quelli che ignorano che i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente utilizza un dispositivo elettronico si riducono del 50% e che la soglia di attenzione si abbassa notevolmente e diventa simile a quella di chi guida con alcol nel sangue.

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