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12 Dec

In Italia si guida di meno

17 settembre 2009
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La crisi economica influisce sulle abitudini degli italiani e colpisce soprattutto l’automobile, considerata da sempre uno status symbol per gli italiani.

Lo rende noto Assicurazione.it secondo cui la recessione ha spinto a muoversi di meno con l apropria autovettura e ogni guidatore ha percorso in media 12.500 chilometri nel corso dell’ultimo anno, circa 5.000 chilometri in meno rispetto al 2006.

I guidatori più assidui nell’ultimo anno sono stati gli umbri (15.220 chilometri), i lucani (14.554) e i molisani (14.340) mentre i più sedentari i liguri (11.427), i siciliani (11.802) e i campani (12.091).

Al Nord, in Trentino si guida più che in Lombardia, Piemonte e in Veneto e, al Sud, i pugliesi amano stare al volante più di sardi e calabresi; al Centro, infine, marchigiani, emiliani e toscani macinano più chilometri di abruzzesi e laziali.

Per quanto riguarda le professioni, quella più itinerante è quella degli agenti di commercio, ma anche gli ecclesiastici, con i loro 13.100 chilometri, viaggiano più di studenti (12.200) e operai (12.900).

Le categorie meno propense a mettersi al volante sono risultate le casalinghe (10.600), i pensionati (11.052) e gli insegnanti (11.335).

Un medico viaggia in media 13.350 chilometri, più di quanto non facciano un commerciante (13.064) o un dirigente 13.200, ma meno di un rappresentante delle forze armate (13.600) o di un libero professionista (14.400).

Infine, in un anno, i single hanno guidato in media mille chilometri in più rispetto a chi è sposato, mentre l’avere figli o meno sembra non influire su quanto si guida.

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