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14 Dec

Piratesse della strada, boom in Italia

10 aprile 2009
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Il gentil sesso si macchia di un record non positivo.

Sono aumentate infatti in Italia le piratesse della strada, le guidatrici in rosa che, tutti i giorni, mettono a rischio la vita altrui commettendo reati al volante, nel 25% dei casi mortali. L’esempio classico è quello dell’investire qualcuno e poi fuggire senza prestare soccorso.

Se nel 2006 nessuna donna rientrava nella speciale categoria, nel 2007 il numero raggiungeva i 9 casi.

Il boom, poi, lo scorso anno con 22 piratesse identificate. Età media 29 anni e un rapporto con l’alcool frequente: nel 22,7% dei casi, le conducenti avevano superato i limiti di legge del valore alcolemico.

L’Asaps, l’associazione amici polizia stradale autrice della ricerca, ha spiegato: "la cosa fa scalpore ovviamente perché il pirata della strada viene immaginato solitamente come un uomo. Infatti l’identikit è quello di un maschio fra i 18 e i 44 anni, ubriaco nel 44% dei casi (quelli cui si è fatto in tempo a far soffiare sull’etilometro). Ma dal quadro che emerge dal nostro Osservatorio il Centauro-Asaps sulla Pirateria stradale, assume un ruolo significativo anche la donna al volante".

Il gentil sesso, tra l’altro, fugge dopo un incidente semplicemente per irrazionale paura, al contrario degli uomini che scelgono l’omissione di soccorso per svariati motivi: evitare la perdita di punti della patente, l’esame dell’etilometro, del narcotest o, in caso di stranieri, per mancanza del permesso di soggiorno.

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