
Bill Gates ha ricevuto una lettera da parte di Mikhail Gorbaciov in cui l'ex premier ha chiesto di intercedere a favore di un insegnante russo accusato di aver utilizzato un software illegale in classe.
Aleksandr Ponosov è stato accusato di pirateria e violazione del copyright in quanto nei computer della sua scuola erano state installate copie piratate dei programmi Microsoft; per questo motivo l'uomo rischia cinque anni di carcere e il pagamento di una multa di 266.000 rubli (8.000 euro).
Gorbaciov ha scritto a Bill Gates cercando di fargli capire i motivi per i quali Ponosov non dovrebbe essere invece accusato: "l'insegnante ha dedicato la sua vita all'educazione dei bambini e guadagna uno stipendio basso, incomparabile con quelli dei dipendenti della tua compagnia. Potrebbe finire nella prigione di una colonia penale siberiana. E poi la sua responsabilità neppure è certa".
Infatti l'uomo continua a sostenere la sua innocenza dichiarando che il software era preinstallato nell'hardware acquistato dall'istituto e dunque non si è corretto parlare di violazione delle leggi sul copyright.
Sul caso si era pronunciato anche Vladimir Putin che aveva detto di non conoscere i dettagli della vicenda ma aveva lasciato intendere di poter passare sopra a tutto "soprattutto nel caso in cui i software illegali fossero stati usati ad insaputa del direttore della scuola".
La lettera di Gorbaciov mette Bill Gates di fronte ad una situazione imbarazzante: la percentuale di software illegale in Russia raggiunge percentuali elevatissime, circa l'85% del totale del software sul mercato evidenziando le difficoltà economiche di una Nazione che, se non ricorresse alla pirateria, sarebbe penalizzata dal punto di vista tecnologico.
Secondo il New York Times, Gates ha deciso di respingere l'intercessione chiesta da Gorbaciov per l'uomo; decisione che potrebbe rappresentare un clamoroso autogol da parte del fondatore di Microsoft e della sua azienda soprattutto in considerazione del fatto che la Russia è impegnata in una campagna contro la pirateria informatica nell'ambito degli sforzi per entrare nell'Organizzazione mondiale del commercio.
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