
Da ieri, 1 febbraio, Telecom ha aumentato il canon per i servizi residenziali dopo aver avuto il via libera dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni lo scorso 11 dicembre.
L'aumento per tutti gli abbonati residenziali, escluse le linee affari, è del 10% e il costo del canone salirà a 16,08 euro (Iva inclusa); resta in vigore la riduzione del 50% del canone per la Clientela agevolata, quei nuclei familiari che rispondono a particolari condizioni di reddito e che pagheranno 8,04 euro (Iva inclusa).
Per i beneficiari della Social card, dietro esplicita richiesta, il costo dell'abbonamento a Telecom resterà invariato e sarà pari a 14,57 euro (Iva inclusa) al mese, a partire dalla data di presentazione della richiesta stessa.
Il Codacons, però, ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento sostenendo che "l'aumento tariffario è a nostro avviso ingiustificato, poiché a tale incremento non corrisponde un miglioramento qualitativo o quantitativo del servizio offerto all'utenza. Non solo. I costi di produzione per l'azienda non sono cresciuti, semmai sono diminuiti, di conseguenza l'aumento del canone favorirà Telecom e la sua posizione dominante rispetto agli altri gestori, a danno della concorrenza e quindi dei consumatori".
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