
Se si cura un blog, non si può restare anonimi.
Questo è quanto l'Alta Corte di Londra ha sentenziato a proposito di un blogger anonimo del quale il Times ha svelato l'identità.
Richard Horton è un detective inglese che ha avuto la strabiliante idea di raccontare in un blog i casi sui quali indagava, e di farlo in forma anonima.
In rete era conosciuto come NightJack e i suoi post venivano letti come fossero dei gialli da brivido. Nonostante l'anonimia sua e dei soggetti dei quali parlava, le sue indagini erano diventate oggetto di pubblico dominio e i suoi commenti su poltica e società erano ormai il centro dell'attenzione di molti.
Il successo del suo blog è stato premiato con l'Orwell Prize per il miglior blog dedicato all'informazione, ed è stata proprio questa vittoria a segnare per NightJack una sconfitta.
Il Times ha infatti deciso di rivelare l'identità del vincitore del premio e a NightJack è stato detto che l'anonimia non è un diritto. Horton ha così chiuso il blog.
La questione che il web ha sollevato è se questa sentenza limiti o meno la libertà di informazione.
La forma anonima serve a molti per raccontare vicende personali senza nessuna paura del giudizio delle persone e della legge. e delle conseguenze che, a volte, potrebbero essere gravi.
Senza il diritto all'anonimia, molti blog di denuncia scompariranno oppure non compariranno mai.
Cosa resterà?
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