
La querelle tra Google e la Cina non si ferma e dopo le minacce di Mountain View di lasciare il Paese è stato proprio il Governo di Pechino a lanciare il contrattacco.
Pechino infatti ha parlato con le aziende presenti sul suo territorio ribadendo la sua posizione e chiedendo il loro sostegno nella volontà dello Stato di controllare Internet.
Il ministro dell'Ufficio informazioni del consiglio di Stato, Wang Chen, ha infatti detto che pornografia online, frodi e gossip di vario titolo sono una minaccia per il Paese aggiungendo che i media su Internet devono contribuire a "guidare l'opinione pubblica" in Cina, che conta il maggior numero al mondo di utenti Web, attualmente a quota 360 milioni.
Anche il Ministero degli Esteri ha dichiarato che la Cina è disposta ad accogliere tutte le aziende straniere che partecipano allo sviluppo di Internet "nel rispetto della legge".
Le dichiarazioni del Governo cinese non lasciano intravedere margini di contrattazione e compromesso relativamente alla vicenda sollevata con Google.
Ricordiamo che ad oggi il mercato cinese, di cui Google controlla il 30%, secondo JpMorgan vale 600 milioni di dollari ma è destinato a crescere nei prossimi anni essendo la Cina considerata la prima economia emergente del momento.
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