
Francesco Pizzetti e Mauro Paissan, presidente e componente del Garante per la Privacy, nel corso di una tavola rotonda organizzata a Milano e relativa ai social network hanno voluto mettere in guardia gli utenti proprio per quel che riguarda l'utilizzo di questi strumenti di comunicazione.
Secondo i due, siccome dai social network è difficile cancellare i dati immessi potrebbe essere rischioso mettere online dati personali importanti come per esempio gusti sessuali, religiosi, politici che possono orientare nella ricerca di un lavoro.
Secondo una ricerca citata in sede di conferenza, infatti, il 77% di chi recluta personale cerca possibili candidati sul Web e il 35% di loro sostiene di aver eliminato un candidato sulla base di informazioni scoperte navigando in Rete.
Stando a un altro sondaggio realizzato nel Regno Unito, quattro milioni e mezzo di ragazzi tra i 14 e i 21 anni rischiano di subire ripercussioni negative sul proprio futuro lavorativo determinate dalle tracce lasciate in Internet; il 71% dei ragazzi non vorrebbe che un'università o un eventuale datore di lavoro cercasse informazioni in Rete senza che loro stessi abbiano potuto prima cancellare i contenuti immessi nei social network.
Secondo le ultime stime, aggiornate a giugno 2008, sono oltre 580 milioni le persone che nel mondo hanno utilizzato social network.