Cybersesso, i ragazzini italiani sempre più disinibiti

Cybersesso, i ragazzini italiani sempre più disinibiti

Save the Children e Adiconsum hanno reso noti i risultati di una ricerca realizzata da Ipsos, Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani, in cui si evidenzia il ruolo sempre maggiore della Rete per i giovani italiani.

Secondo il report, in Rete i giovani pre-adolescenti e adolescenti italiani portano tutto il loro mondo e dunque non solo amici e amicizia, intrattenimento e relax, informazione e notizie di musica, moda, sport, diete, ma anche sessualità e sesso.

Questo, dice Save the Children, senza risparmiarsi nessuna esperienza: dall'inviare foto e immagini di sè nudi, a uscire con persone conosciute in Internet ad avere rapporti sessuali con qualcuno contattato in rete.

Ben il 4% di ragazzini e ragazzine fra i 12 e i 14 anni ha infatti dichiarato esplicitamente di inviare spesso fotografie di sè nudi o in pose sexy e questa percentuale sale all'8% fra i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio osè, con sottintesi e riferimenti sessuali, ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni e gli altri dai 15 in su.

Tra i comportamenti che gli intervistati dichiarano infatti diffusi tra la propria cerchia di amici, molto presente inviare messaggi con riferimento al sesso (43%), inviare dati personali a qualcuno conosciuto in Internet (43%), guardare video o immagini a sfondo sessuale su Internet (41%), ricevere messaggi con riferimento al sesso (41%), dare il proprio numero di telefono a qualcuno conosciuto in Internet (40%) e, non ultimo, tra i più diffusi, avere rapporti intimi con qualcuno conosciuto solo in rete (22%).

Anche lo scambio di immagini o video personali a contenuto sessuale sembra essere un fenomeno piuttosto diffuso (fra gli amici) secondo il 22% degli intervistati 3: percentuale che scende al 17% per i giovanissimi (12-14 anni), ma risale al 25% per i 15-17enni e al 26% per gli over 17.

Interessante sottolineare come la percentuale di diffusione sia pari al 14% per lo scambio di immagini proprie di nudo al fine di ricevere regali come ricariche e ricompense in denaro.

E percentuali analoghe emergono laddove i ragazzi vengono interpellati sui loro comportamenti e non su quelli degli amici: il 45% dichiara di ricevere messaggi con riferimento al sesso, il 37% dà il suo numero di cellulare online, il 24% riceve immagini o video di persone conosciute solo online seminude o nude, il 19% ammette di avere rapporti intimi con qualcuno conosciuto in rete.

Quanto alla gestione dei propri dati personali, i ragazzi non sembrano curarsi molto di che fine facciano e li consegnano alla rete spesso e facilmente: il 44% degli intervistati dichiara infatti di postare proprie foto e il 34% di pubblicare video su di sé.

D'altra parte il modo con cui i ragazzi vivono la sessualità online sembra il riflesso di una serie di comportamenti "off line" particolarmente a rischio. Il 40% degli intervistati segnala come diffuso tra i propri amici, l'avere rapporti sessuali completi (il 15% tra coloro che hanno 12-14 anni), il 30% il consumo di droghe leggere, (13% tra i più giovani; 40% tra i 15-17enni), il 24% atteggiamenti di disprezzo verso stranieri o disabili, il 19% segnala come diffuso il partecipare attivamente ad episodi di bullismo (ed il 22% dichiara diffuso tra i propri amici il subirlo), il 15% il furto nei negozi, il 13% la guida senza patente ed 12% l'uso di droghe pesanti (il 7% tra i 12-14enni).

Quanto al perché i teenager italiani decidono di "svelarsi" in rete, la risposta più frequente è su stimolo di amici (43%) e fidanzati (33%), anche se non è trascurabile l'input di persone conosciute in internet o sconosciute. E poi Internet ha, ai loro occhi, un ritorno positivo: per molti consente di vincere la timidezza, divertirsi e avere relazioni "extra". Ciò fa pensare ad un utilizzo "alternativo" del web che consente di esplorare la sessualità e le relazioni con minore inibizione e di immaginare e spesso idealizzare l'"altro" con cui capita di raggiungere livelli di intimità e confidenze più facilmente che nella vita reale. Per contro, al primo posto fra le possibili conseguenze negative delle loro pubblicazioni spregiudicate, il timore di essere "scoperti" cui si affianca il rischio di "cattive esperienze" (questo secondo problema è molto meno sentito da parte di coloro che sono molto attivi nell'invio di messaggi o video a contenuto sessuale).


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