Audiweb e Doxa lo avevano preannunciato: in Italia la diffusione di Internet non è neanche lontanamente paragonabile a quella del resto dell'Europa.
Adesso a conferma arriva anche il rapporto Eurostat secondo cui se in un'Europa in cui il 60% delle famiglie usa Internet e quasi il 30% degli utenti utilizza l'Internet banking, l'Italia ha uno dei tassi più bassi di utilizzo della Rete ed è l'unico Paese ad aver registrato un calo rispetto all'anno scorso.
Secondo i dati del rapporto Eurostat, infatti, l'Italia col 42% di utilizzo di Internet a casa è al terz'ultimo posto, precedendo solo Bulgaria (25%) e Romania (30%); la classifica vede saldamente in testa i Paesi del Nord, l'Olanda (86%), la Svezia e la Norvegia (84%), la Danimarca (82%), il Lussemburgo (80%), la Germania (75%) e il Regno Unito (71%).
E se la media di utilizzo europea di Internet è del 60%, in Italia fra il 2007 e il 2008 si è registrata una vera e propria flessione (dal 43 al 42%) e nello stesso periodo il nostro Paese è stato superato, per quanto riguarda l'utilizzo della Rete, anche da Paesi come Cipro, Ungheria, Polonia, Portogallo e Croazia.
L'Italia è fanalino di coda anche nella classifica relativa alla diffusione della banda larga, presente nel 31% delle famiglie contro una media europea del 48%, anche se in questo caso dal 2007 la percentuale è salita dal 25 al 31%; va aggiunto però che le famiglie europee con accesso alla banda larga sono il 48 del totale e ciò dimostra un'arretratezza spaventosa del nostro Paese in relazione al resto d'Europa.
Arretratezza che, stando a Eurostat, si evidenzia anche nel modo di uso della Rete che caratterizza gli italiani e che differenzia porta l'Italia ad essere nettamente al di sotto della media europea anche nell'utilizzo di Internet per attività personali come viaggi e servizi di ospitalità (20% rispetto al 32% dell'Ue), servizi bancari (13% contro il 29%), rapporti con la pubblica amministrazione (15% contro il 28%), ricerca d'informazioni sanitarie (16% contro 28%), lettura dei giornali (17% contro il 26%), shopping online (7% contro il 25%), ricerca di lavoro (7% contro 13%).
Siamo dunque ancora arretrati culturalmente e non riusciamo ancora a fidarci di Internet e delle sue potenzialità e questa arretratezza culturale potrebbe essere superata solo e soltanto se si facesse qualcosa di serio per eliminare il digital divide, la vera piaga che affligge l'Italia di Internet.
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